Il Level 2 BIM, nel progetto della metropolitana di Londra

La Metropolitana di Londra si sta preparando a richiedere, a partire dall’Aprile 2016, che i progetti vengano realizzati almeno a Level 2 BIM.[1]

La direzione strategica è verso un futuro digitale, l’unica domanda è a quale livello possiamo svilupparlo. Tutto quello che stiamometro facendo è guidato dal valore e dal beneficio in modo da non raccogliere dati di cui non necessitiamo”.[2]

La Metropolitana di Londra ha intrapreso una “fase di esplorazione”, dove LU ha lavorato a progetti di sperimentazione, compresi gli aggiornamenti diVictoria Statione di Bank Station, per provare e testare diverse applicazioni ed implementazioni del metodo BIM.

Le sperimentazioni suddette sono state sviluppate sotto il controllo del Rail & Underground Panel[3].

Downes è convinto che il BIM contribuirà a rendere più efficiente la gestione della metropolitana: “Anche se la previsione di risparmio non raggiungerà il 20% annunciato dal Governo, ogni punto percentuale risparmiato sarà un successo”.

[1]https://tfl.gov.uk/corporate/publications-and-reports/rail-and-underground-panel

[2] John Downes, Head of Engineering Governance and sSrvices.

[3]https://tfl.gov.uk/corporate/publications-and-reports/rail-and-underground-panel

Corso di formazione sulle “Potenzialità della modellazione numerica tridimensionale nell’Ingegneria Geotecnica”

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Lo scorso 30 giugno presso il Politecnico di Torino si è svolto il corso di formazione “Potenzialità della modellazione numerica tridimensionale nell’Ingegneria Geotecnica”.
Organizzato con il patrocinio (e l’erogazione di crediti formativi) dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, in collaborazione con Harpaceas Srl e Resolving Srl, il corso ha rappresentato un avvenimento di notevole interesse rappresentando un efficace compendio tra teoria ed esempi di progettazione e modellazione geotecnica.

Grazie al gruppo di lavoro coordinato dal Prof. Marco Barla si è introdotta la modellazione numerica nell’Ingegneria Geotecnica, si sono descritte la caratterizzazione geologica e geotecnica per la determinazione dei parametri per le analisi numeriche e la modellazione costitutiva dei geo-materiali, proseguendo con la calibrazione del modello costitutivo Plastic Hardening Soil.

Adeguato spazio è stato anche dato al tema della modellazione grafica dei domini tridimensionali con intervento relativi alla creazione di un modello di calcolo, descrivendo le possibili strategie di meshing di domini complessi. Lo stesso aspetto è stato poi descritto successivamente nell’intervento mirato alla modellazione 3D di ammassi rocciosi fratturati.

Nella seconda parte si sono avvicendati una serie di interventi di alcuni tra i migliori professionisti italiani e svizzeri nel settore della Geotecnica che hanno dimostrato quanto sia efficace progettare in 3D con uno strumento di analisi numerica avanzata nell’ambito geotecnico.

Le tematiche investigate hanno riguardato un ampio spettro di problematiche: la simulazione di interventi di consolidamento di fondazione esistenti mediante l’utilizzo di micropali e diaframmi, l’analisi dei meccanismi di rottura di una diga ad arco; la modellazione numerica dell’interazione fluido-meccanica; la modellazione 3D dei fenomeni di risposta sismica locale; l’uso della TBM nel tunnel design; l’analisi di uno scavo di una galleria di grandi dimensioni in ambiente urbano mediante l’ausilio della tecnologia del congelamento artificiale del terreno.

Negli ultimi anni il progresso tecnologico delle piattaforme informatiche ha permesso il raggiungimento di nuove frontiere nel calcolo numerico avanzato. In pochi anni si è arrivati alla possibilità di gestire modelli anche molto grandi utilizzando semplici PC commerciali.

Nel campo geotecnico in particolare, questo ha permesso di modellare opere complesse, in cui la modellazione tridimensionale è risultata in molti casi decisiva per la corretta valutazione dei risultati.

Harpaceas è distributore da anni di una soluzione specialistica in questo ambito: la suite dei prodotti sviluppati dalla Società Itasca, con il pacchetto FLAC3D in particolare.

FLAC3D consente di affrontare problemi geotecnici avanzati quali analisi di tunnel, problemi di filtrazione, cedimenti in terreni soffici, fasi di scavo con paratie e strutture temporanee, sistemi dinamici dovuti a sisma, stabilità dei versanti, dighe, opere fluviali e infine simulare problemi accoppiati.

Come accade anche in altri ambiti Harpaceas non si limita ad una mera proposta commerciale. E’ essenziale unire agli aspetti operativi delle piattaforme software solidi argomenti teorici ed un’adeguata capacità critica di controllo e validazione dei modelli.

> Richiedi maggiori informazioni sulle potenzialità di FLAC 3D

Rilasciata la nuova versione degli standard BIM statunitensi

È notizia di questi giorni il rilascio della versione aggiornata degli standard BIM statunitensi. Si tratta della versione 3[1], completamente riscritta rispetto alle precedenti edizioni.

Dalla versione 1 del 2007, passando alla v2 del 2012 fino ad arrivare alla attuale v3 copertinadelle NBIMS-US ™ si è passati da una concezione chiusa ad una aperta e condivisa delle norme.

L’attuale versione 3 è frutto infatti di un intenso lavoro di revisione ed implementazione di osservazioni ricevute da professionisti convolti nella filiera BIM.

Oltre 3000 pagine suddivise in circa cinquanta documenti diversi, permettono di offrire una panoramica aggiornata dello stato dell’arte del BIM negli USA e degli standard di riferimento principali.

I documenti pubblicati si occupano di molti aspetti e caratteristiche della progettazione BIM quali ad esempio:

standard di riferimento;

gestione del formato IFC;

IFD library;

LOD;

uso del BCF;

COBie ;

tabelle OmniClass;

Ogni argomento considerato è messo in relazione con le norme ISO pubblicate fino ad oggi.

Si tratta di un’opera particolarmente ricca di contenuti e che sarà di riferimento per il mondo della progettazione BIM anche al di fuori degli USA (come già era avvenuto a suo tempo con la v2 delle NBIMS-US ™ che furono parziamente adottate in alcune norme e standard BIM mondiali).

Per maggiori approfondimenti consigliamo di scaricare la v3 degli standard disponibile gratuitamente sul sito del National BIM Standards United States[2].

[1] https://www.nationalbimstandard.org/nbims-us

[2] https://www.nationalbimstandard.org/

Il BIM a Expo Milano 2015

Expo Milano 2015 è attualmente in corso e si sta dimostrando un successo in termini di iniziative e visitatori. Il tema dell’esposizione “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” di stringente attualità è stato oggetto di profonde riflessioni, scatenando consensi e opposizioni in tutto il mondo.
Oltre al tema “ufficiale”, questa esposizione non ha smentito la tradizione che oramai da molte edizioni, vede le esposizioni universali comelaboratori di architettura. Infatti la complessità di un evento come questo necessita di una pianificazione prima di tutto di livello urban   o e successivamente, a parte gli aspetti strettamente logistici, di una progettualità che riesce a liberare la creatività di architetti e designer provenienti da tutto il mondo.
Per Expo Milano 2015 sono state concepite opere di architettura e di ingegneria davvero originali e in certi casi innovative. Non è da dimenticare l’aspetto della temporaneità di molte delle strutture. Questa caratteristica ha imposto ai progettisti decisioni che hanno avuto una ricaduta sulle scelte progettuali delle strutture. Inoltre, per non rendere troppo semplice il lavoro, il fattore tempo è stato un nemico. Tutti conosciamo il poco tempo messo a disposizione per la costruzione dei padiglioni e delle strutture accessorie, e tutti conosciamo anche le polemiche che questo poco tempo ha generato.
Non però questo il luogo in cui dare corso a discussioni di questo tipo, ma piuttosto per approfondire come alcune delle architetture di Expo, talune delle quali sono ormai oggi icone stesse della manifestazione, siano state progettate e costruite dal punto di vista strutturale. Parliamo di Palazzo Italia e tra gli altri del padiglione degli Emirati Arabi Uniti, uno tra i più visitati dell’esposizione.
Le strutture sopra citate hanno in comune la modalità di progettazione ovvero l’uso del metodo BIM (Building Information Modeling) e l’impiego di strumenti informatici avanzati per la modellazione, la verifica strutturale e la produzione delle strutture.
figura 1 bimIl BIM è sicuramente stato la chiave di volta per affrontare, in poco tempo, la complessità di Palazzo Italia e della sua copertura. Progettato dallo studio Nemesi & Partner, ha visto un gruppo di studi di ingegneria impegnati nella realizzazione delle complesse strutture, prima simulate in 3D con il software BIM Tekla Structures poi passate alla verifica strutturale con il software Midas Gen. Proprio sull’esperienza di Palazzo Italia riportiamo la testimonianza dell’Ing. Michele Capè, Titolare dell’omonimo studio di Milano, che è stato tra i protagonisti della progettazione/costruzione di Palazzo Italia: “Palazzo Italia è stata un’esperienza di applicazione BIM: i modelli prodotti da ciascun interlocutore sono stati scambiati attraverso un sito ftp di interscambio in cui venivano caricati i modelli aggiornati con cadenza settimanale o bisettimanale.
In tal senso Tekla Structures, software per la progettazione delle opere strutturali in acciaio e in cemento armato, permettendo la cfigura 2 bimondivisione delle informazioni fra i vari professionisti coinvolti, si è rivelato un valido strumento non solo in fase progettuale ma anche in quella costruttiva come in quella di montaggio e assemblaggio dell’opera. A causa di geometrie complesse, sarebbe stato quasi impossibile tradurre l’intera struttura in disegni 2D. Il modello IFC 3D di ogni singolo assieme è più utile e affidabile per il costruttore per ottenere la corretta geometria. Tutte le parti sono state tagliate al laser utilizzando direttamente il file IFC del singolo elemento. In cantiere il modello BIM è stato molto utile per mostrare i dettagli rilevanti e per risolvere le criticità riscontrate a livello topografico…”
figura 3 bim
Il padiglione degli Emirati Arabi Uniti è uno tra i più visitati, grazie alle linee architettoniche, frutto del lavoro dello studio inglese Foster + Partners. Il padiglione ha la sorprendente forma evocativa delle dune del deserto. Dietro a queste curve armoniose c’è una struttura, altrettanto sorprendente, mista di acciaio e cemento prefabbricato, per la quale il metodo BIM è stato indispensabile al fine delle corretta realizzazione.
figura 4 bimLa Amsis Progetti di Adro (BS), su incarico della Stahlbau Pichler di Bolzano, si è occupata delle strutture. Il titolare Geom. Alberto Felotti mette in evidenza i vantaggi che il BIM e Tekla Structures hanno generato in questa commessa: “Per la realizzazione della struttura sono stati prodotti più di 10000 normalini, più di 5000 disegni costruttivi, 100 schemi di montaggio, il tutto per rendere più chiara e fluida la realizzazione e la posa in opera. Questa mole di lavoro è stata affrontata con Tekla Structures che ha permesso di migliorare qualitativamente lo sviluppo della carpenteria metallica grazie allo studio tridimensionale delle strutture. L’ irregolarità della struttura ha prodotto nodi di varia tipologia; per questo motivo la scelta idonea è stata la modellazione interattiva offerta da Tekla Structures. La realizzazione del modello BIM è stata effettuata secondo lo stato avanzamento lavori e suddivisa per i settori. La difficoltà più evidente è stata l’adattamento con la geometria irregolare dei pannelli prefabbricati che emulano le dune di sabbia.”
Altri studi di ingegneria e carpenterie italiane hanno contribuito alla costruzioni di strutture per Expo utilizzando il metodo BIM, tra questi possiamo citare
Copertura di Palazzo Italia: Stahlbau Pichler – Bolzano, Delta Ingegneria – Arco (TN). Software utilizzati: Tekla Structures e Midas Gen.
Strutture dell’Expo Center: Building Project – Conegliano (TV) Software utilizzato: Tekla Structures.
Padiglione Indonesia: Comeva – Gordona (SO) Software utilizzato: Midas Gen
Padiglione Brasile e Clusters Riso e Cacao: ETS – Villa d’Alme (BG): Software utilizzato: Midas Gen
 
Per ciascuno di loro il BIM ha portato vantaggi concreti nell’affrontare queste particolari commesse.
In Harpaceas siamo particolarmente orgogliosi di queste realizzazioni curate da nostri clienti. L’attività di promozione e implementazione del BIM, che l’azienda mette in campo, vede in queste strutture l’applicazione concreta e la realizzazione dei vantaggi che questa metodologia offre. E’ nostro intento infatti raccogliere tutte queste esperienze in un documento illustrativo che sarà la prosecuzione di questo breve articolo che per necessità ha solo accennato ad alcuni aspetti dei progetti realizzati da nostri clienti per Expo Milano 2015.