Studio Lusso – Tarro Genta, i portelloni basculanti dell’Unicredit Pavillon E3 West

20150720_120022I portelloni dell’Unicredit Pavillon E3 West, sono un elemento di design tecnologico caratterizzante. La loro particolarità è la roto-traslazione della struttura che consente la visione interna/esterna degli schermi led. L’utilizzo di Midas Gen ha consentito la modellazione del portellone in modelli separati, per consentire diversi step di valutazione. Il primo modello, creato con soli elementi “beam”, è servito alla verifica globale degli elementi strutturali in modo da fornire le reazioni vincolari sulla struttura dell’edificio nel minor tempo possibile. Un secondo modello è stato portato a termine per valutare più accuratamente gli effetti locali. Per questo scopo è stato realizzato un modello molto simile alla realtà utilizzando elementi “plate” e includendo la presenza di cospicui fori nelle travi per la circolazione dell’aria. Guarda il progetto…

ITEC Engineering – RIQUALIFICAZIONE URBANA DEL FRONTE MARE DI RIVA TRIGOSO

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Il progetto riguarda gli interventi di riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso attraverso la variazione della viabilità esistente, la sistemazione idraulica del torrente Petronio e la costruzione di una nuova opera di attraversamento del corso d’acqua capace di garantire lo scorrimento del traffico veicolare e ciclo-pedonale in sedi separate e assicurare il deflusso della piena con un idoneo franco idraulico.

Tekla Structures ha consentito di sviluppare tutte le distinte e gli elaborati per l’ordine dei materiali e la messa in produzione in officina in tempi estremamente rapidi, sempre con la certezza di una perfetta corrispondenza fra gli elaborati redatti ed il modello 3D, aspetto fondamentale soprattutto durante le revisioni dei progetti. Guarda il progetto…

 

 

MASTER BIM MANAGER DELL’INTERVENTO SUL COSTRUITO – anche online

Uni-FerraraIl 24 febbraio 2017 scadono le iscrizioni per accedere al Master di II livello per la formazione del BIM Manager dell’intervento sul costruito, il primo in Italia.

Il programma del Master di II livello eBIM Existing Building Information Modeling per la formazione del BIM Manager dell’intervento sull’esistente è il primo interamente dedicato agli impatti della progettazione BIM based nella gestione del progetto sul costruito esistente, nelle diverse declinazioni e scale d’intervento che questo comporta: gestione BIM dei dati da rilievo integrato; gestione della sicurezza strutturale, del rischio sismico e del comportamento energetico.

Il master eBIM è il percorso di un anno che l’Università degli Studi di Ferrara offre, insieme alle Università degli Studi di Modena e ReggioEmilia e Parma, ed è rivolto a laureati e professionisti che operano ointendano operare con un approccio integrato alla gestione dell’intervento sulcostruito in ambito nazionale o internazionale. Grazie alla collaborazione con partner esperti quali in2it, Harpaceas, al supporto tecnico di Graphisoft e il coinvolgimento di oltre trenta docenti con una solida esperienza professionale e di ricerca nel campo dell’applicazione degli strumenti BIM alla gestione dell’intervento sul costruito, il Master eBIM offre l’opportunità di acquisire e consolidare competenze tecniche e manageriali attraverso lezioni frontali, che si svolgeranno da maggio a luglio 2017, attività seminariali e 400 ore di tirocinio.

moreGeneral Contractor, Imprese di Costruzione, Società di Ingegneria, Studi di Architettura e Ingegneria Strutturale e Impiantistica sono gli operatori interessati a reclutare i futuri BIM manager.

Il percorso formativo prevede due diverse modalità di frequenza: in presenza per un massimo di 35 iscritti e a distanza per un numero illimitato di posti.

Per maggiori informazioni, iscrizione e bando: http://www.unife.it/studenti/pfm/mast/2016-2017/ebim

Studio Quaglia & Partners – District Heating Grenoble

Strutture antisismiche in acciaio per Impianto di trattamento fumi composto da filtro a maniche, reattore di Venturi, silo calce e silo PCR

struttureIl modello qui presentato riguarda il dimensionamento e lo sviluppo esecutivo delle strutture di un impianto composto da due sili e da un filtro a maniche con reattore a torre di Venturi, per una centrale a biomasse. Per una corretta valutazione in termini di comportamento globale sotto le azioni sismiche, i due ultimi impianti sono stati modellati in un’unica struttura: il reattore risulta infatti collegato al filtro da stralli orizzontali.

Il tool integrato in Midas GEN per la modellazione di sezioni di forma non standard ha permesso di modellare le sezioni degli elementi di rinforzo del casing del filtro come sezioni collaboranti con una parte di lamiera dell’involucro. Guarda il progetto…

BIM: il modo migliore per gestire la progettazione MEP

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“Gebouw50“ è il nome del nuovo edificio di 19.500 m² composto da nove piani dedicati ad uffici per circa mille dipendenti della Vanderlande Industries BV, fornitore di sistemi di trasporto per la logistica interna.

VECCINS 3D ha scelto DDS-CAD perché è in linea con l’OPEN BIM. Il software fornisce anche una varietà di calcoli integrati nel sistema come perdite di carico e calcoli di trasmissione, permettendo di ottimizzare i modelli 3D, riducendo al minimo gli errori in cantiere. Scopri di più

 

Paratie Plus 2017 – la playlist delle novità

Nuovi layout grafici, importazione di file dxf, nuove opzioni per il calcolo dei cedimenti verticali, novità per le cerniere elastiche e una nuova presentazione dei risultati.paratie2017

Le 5 “milestone” della nuova versione del software per il calcolo e la progettazione di opere di sostegno flessibili.

Le abbiamo raccolte in una video playlist, sempre disponibile su YouTube. Guardala ora

Cattura 

Paratie Plus in 3 minuti!

Un video di pochi minuti per presentare le potenzialità e i vantaggi che Paratie Plus offre come software di riferimento per il calcolo e la paratie2017progettazione di sostegno flessibili.

Da 30 anni Paratie Plus è sviluppato ed aggiornato con l’obiettivo di essere sempre lo strumento più performante del suo mercato di riferimento.

Paratie Plus 2017 è un prodotto unico nel suo genere soprattutto grazie ai modelli costitutivi non lineari che caratterizzano i terreni e che permettono di cogliere i molteplici aspetti dell’interazione terreno-struttura.

 

Un esempio di controllo normativo con Solibri Model Checker: le vie d’esodo antincendio

Solibri_Nemetschek_larger_email_signature_logo_050216All’interno di Solibri Model Checker sono disponibili set di regole standard, comunque personalizzabili, che permettono di validare i modelli secondo le principali caratteristiche di rispondenza BIM (BIM Validation): questa fase di pre-controllo conferma, o meno, la qualità dei modelli verificati dai quali estrarre quindi nelle fasi successive del processo risultati affidabili (ad es. computazioni, Information Take off).

Un possibile controllo che Solibri Model Checker può analizzare sono le verifiche di prevenzione incendi (resistenze al fuoco degli elementi e compartimentazioni, vie di esodo, ecc)

In merito a quest’ultima verifica citata, la normativa italiana indica:

Il percorso di esodo, misurato a partire dalla porta di ciascun locale nonché’ da ogni punto dei locali ad uso comune, non può essere superiore a: 40 m per raggiungere un’uscita su luogo sicuro o su scala di sicurezza esterna; 30 m per raggiungere un’uscita su scala protetta.

In Solibri Model Checker è possibile ricreare una verifica di tali riferimenti normativi utilizzando una regola specifica della quale si riporta uno stralcio dei parametri.

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I parametri riguardano i metodi di calcolo delle distanze, la verifica del senso di apertura delle porte (che deve favorire l’esodo), la misura della distanza d’esodo calcolata dalla porta o dall’angolo interno al locale più lontano dalla porta, le dimensioni minime dei passaggi lungo la via di fuga, ecc.

La regola fin qui evidenziata, è una delle possibili verifiche VVFF attuabili in Solibri MC; ne esistono altre, e volendone citare una seconda (non ovviamente esaustiva dell’elenco completo), ad esempio è possibile effettuare una verifica della distanza dei Dispositivi di prevenzione incendio rispetto ad aree a rischio specifico, si riporta un’immagine esemplificativa.

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Con l’obiettivo di segnalare le difformità, Solibri MC mette a disposizione poi una serie di report che possono essere esportati sia come file tabellari che di testo (file excel oppure rtf, pdf).

BIM: Modello unico? No grazie

Una doverosa premessa

In occasione di recenti incontri presso Ordini professionali e convegni ho avuto modo di testare personalmente quanto sia ancora diffusa una certa dose di incertezza rispetto a concetti base della progettazione BIM oriented. La cosa risulta ancora più sorprendente quando ad esprimere questa incertezza sono proprio coloro che dovrebbero poterla utilizzare al meglio, ovvero i progettisti. Da quando ho cominciato a partecipare a incontri simili, e si tratta ormai di diversi anni fa, ho notato come la platea dei partecipanti si sia dimostrata sempre più desiderosa di conoscere il processo BIM nelle sue parti costituenti, e soprattutto di come poterlo applicare al meglio nell’attività professionale quotidiana. Una buona volontà sicuramente aiutata e favorita, se vogliamo essere onesti, anche dalla speranza che attraverso la conoscenza del BIM si possa accedere a mercati stranieri ed opportunità professionali, che altrimenti sarebbero difficili da raggiungere. È evidente che per poter acquisire le capacità di “lavorare in BIM” (come spesso capita di sentire) non sia sufficiente partecipare ad alcuni incontri o congressi.

Il BIM nel suo complesso è un processo vivo, in continuo divenire e che si alimenta quotidianamente di nuove norme approvate, riedizioni aggiornate di BIM guides, leggi e decreti. La rete, i social network, le discussioni accademiche e politiche si alimentano così di nuovi spunti, nuovi temi da approfondire e chiarire. Non è facile seguirne le continue evoluzioni, soprattutto se il proprio lavoro impone altre attività per proseguire nella crescita professionale.

La premessa risulta necessaria alla luce di quanto ascoltato negli ultimi mesi. In Italia siamo in una fase di passaggio per quanto riguarda l’adeguamento delle procedure di progettazione e i metodi da utilizzare per essere competitivi con le nuove prospettive che sembrano affacciarsi nuovamente. Il processo BIM non riguarda più i colleghi stranieri, ma comincia a farsi sempre più presente. I bandi pubblici ne sono uno specchio: il BIM è richiesto, l’Ente normatore italiano UNI sta realizzando la norma che definirà metodologie e flussi di lavoro per quanti vorranno applicare il BIM al proprio agire professionale.

È giunto il momento di chiarire concetti che fino ad ora sono stati affrontati da molti, ma che forse non sono stati chiaramente spiegati e diffusi tra i professionisti che ne dovranno fare buon uso.

Tra questi concetti base, che a mio parere risulta essere tra i principali, se non il più importante, troviamo la nozione di “modello BIM”.

Non esiste un modello unico nel BIM

Come si diceva nel mondo dei progettisti che si stanno avvicinando al BIM, è frequente la convinzione che il modello BIM sia unico, contenente cioè tutte le varie discipline progettuali che partecipano allo sviluppo dell’opera. In sostanza un modello tridimensionale parametrico che al suo interno raggruppa sia la progettazione architettonica, sia quella strutturale così come quella impiantistica.

Non credo si possa identificare quale sia l’origine di questa convinzione, né tantomeno se sia riconducibile a eventuali software house o “divulgatori BIM”, ma indubbiamente crea non poco sconcerto e disorientamento in chi, come il sottoscritto, si dedica quotidianamente alla spiegazione del processo BIM.

123Architettonico + Strutturale + Impiantistico = “modello unico”?

Nella “formula” appena descritta il modello BIM viene spiegato come un unico archivio (file), somma della progettazione architettonica, di quella strutturale e di quella impiantistica.

I sostenitori del “modello unico” pensano probabilmente ad un workflow BIM lineare e soprattutto privo di necessarie correzioni ed “aggiustamenti” in fase di sviluppo e molto probabilmente realizzato con la stessa piattaforma software. Come ben sanno i progettisti, una simile situazione è piuttosto utopistica e praticamente impossibile da verificarsi nella normale pratica progettuale. Ad ogni scadenza progettuale è necessario (nella pratica BIM) verificare possibili incongruenze presenti, per poterle correggere prima di passare alla fase di progettazione successiva.

Se il modello BIM fosse unico, come si può identificare chiaramente la paternità dei modelli che causano le incongruenze?

Ad esperienza personale non è così frequente che le progettazioni delle varie discipline di BIM authoring vengano realizzate con lo stesso software, rendendo quindi impossibile il dialogo in formato “proprietario” e di conseguenza il passaggio diretto dei modelli in modalità closed BIM. La possibilità di poter mantenere l’identità dei modelli delle principali discipline BIM authoring, permette una interoperabilità OpenBIM[1] altrimenti non possibile verso discipline afferenti quali l’energetica, la realizzazione di immagini ed animazioni di rendering, la gestione del cantiere. Inoltre, se avessimo i singoli modelli derivanti dalle principali discipline progettuali (architettonica, strutturale ed impiantistica) caricati congiuntamente in un model checker (come ad esempio Solibri model checker[2]), saremmo sempre in grado di poter isolare l’origine delle incongruenze geometriche o normative incontrate.

Da quanto detto nel presente articolo, mi auguro risulti evidente che non è possibile pensare alla progettazione BIM oriented attraverso lo sviluppo di un modello unico onnicomprensivo. Ogni disciplina progettuale deve produrre il modello BIM di propria competenza.

Il processo progettuale BIM oriented non può che avvantaggiarsi da un apporto multipiattaforma.

 

Massimo Stefani

BIM Consultant – Harpaceas

 

[1] http://buildingsmart.org/standards/technical-vision/open-standards-101/

[2] https://www.solibri.com/

 

Modelli BIM al centro della filiera per strutture in acciaio

Il Group Steel Unger, con sede in Austria, sta utilizzando il BIM (Building Information Modeling) sfruttando fino in fondo tutti i vantaggi che ne derivano. Con l’utilizzo del software Tekla Structures, il modello BIM è al centro del lavoro di tutto il ciclo produttivo. Dalla progettazione alla costruzione, dalle vendite alla fabbricazione, ogni set di informazioni che si trovano all’interno del modello viene utilizzato per semplificare il flusso di lavoro all’interno dell’azienda, risparmiando tempo e denaro.

In questo video sono spiegati il come e perché