BIM: BuildingSMART Italia commenta sentenza TAR, con IFC non si perdono i dati

Da IngenioWeb (30 luglio 2017)

La progressiva digitalizzazione delle procedure nell’edilizia italiana ha dato luogo ai primi contenziosi e quindi ai primi pronunciamenti che andranno a consolidare gli orientamenti giurisprudenziali. In particolare ha fatto notizia la sentenza 1210/2017 (LINK) del 29 maggio del TAR Milano, a proposito della procedura di gara indetta dal comune di Milano per l’aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa di un appalto integrato complesso, avente ad oggetto l’affidamento dell’incarico di progettazione definitiva ed esecutiva, nonché dell’esecuzione dei lavori di demolizione, bonifica e ricostruzione di una scuola elementare.

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“BIM Handbook” – Un segnale forte dall’Europa.

Paolo Odorizzi – Direttore Tecnico Harpaceashandbook

L’interessante iniziativa portata a termine da esponenti dei rispettivi pubblici settori di investimento in costruzioni e infrastrutture di 21 paesi europei, ha rilasciato un primo interessante documento che ha lo scopo di definire la base per lo sviluppo e l’introduzione del BIM in maniera coerente e condivisa in tutta Europa.

 “Handbook for the introduction of Building Information Modelling by the European Public Sector”, il titolo del documento, scaricabile qui. Il testo tiene ben presenti gli obiettivi di miglioramento della qualità e dell’efficienza da raggiungere a breve termine in un settore che da solo copre il 9% dell’intero EU GDP (Gross Domestic Product), che a sua volta rappresenta il 26,2% di quello nominale calcolato su scala mondiale. Stiamo parlando di cifre di spesa enormi e l’Handbook detta la sua ricetta per l’ottenimento dei cospicui risparmi che l’introduzione efficace del BIM e della Digitalizzazione del settore possono contribuire a realizzare.

Vengono indicati come indispensabili, cooperazioni d’intenti tra il settore pubblico e quello privato, mantenimento di una filiera collaborativa anche se ahimè frammentata e fondata, in Italia e in Germania in particolar modo, sulle capacità delle piccole e medie aziende (SME – Small and medium-sized enterprises), definizione di standard comuni europei, valorizzazione e miglioramento delle esperienze formative tra gli addetti ai lavori.

Senza chiarezza d’intenti e di obiettivi, si correva il rischio, come sottolineato dalla ricerca, che il BIM avesse potuto costituire una nuova 2barriera commerciale piuttosto che una opportunità di integrazione, soprattutto qualora non fosse stato sufficientemente normato da organismi attenti alle congruenze europee e mondiali.

In Italia, fortunatamente, UNI ha di recente preso in mano la partita rilasciando, tra i primi enti normatori in Europa, una norma volontaria che anticipa, in accordo pressoché completo, le specifiche che i tavoli di lavoro ISO e CEN si apprestano a consolidare di qui a breve tempo. La UNI 11337 è già disponibile in 4 parti e contribuirà a consolidare le esperienze dei nostri addetti ai lavori in quanto a gestione digitale del progetto e valorizzazione di tutti i benefici conseguenti in termini di qualità, costo e salvaguardia dell’ambiente che ne derivano.

L’Europa sottolinea altresì come sia il settore pubblico a dover incoraggiare il BIM assumendo una posizione di leadership a riguardo, e non solo perché lo stato come “cliente” rappresenta l’ente che può approssimativamente esporsi con investimenti pari al 30% di quelli nazionali per le costruzioni e le infrastrutture, ma anche per salvaguardare gli interessi di trasparenza e di controllo sui costi pubblici, tanto cari ai cittadini quanto importanti obiettivi per ANAC e per tutte le stazioni appaltanti.

Gli obiettivi da raggiungere sono comunque molteplici: una norma applicabile a livello nazionale in tempi relativamente brevi che ci consenta di recuperare il tempo perduto e in grado di far competere i nostri progettisti, i costruttori e i nostri produttori a livello europeo e internazionale, un piano di informazione strategica che possa far comprendere quali ne siano obiettivi e vantaggi, un piano di 3formazione del personale coinvolto in maniera che possa utilizzare al meglio le tecnologie disponibili al servizio della filiera, l’utilizzo dei formati “non-proprietary” e “vendor-neutral” per la condivisione e il mantenimento delle informazioni di progetto, costruzione, gestione operativa degli asset, l’avvio di progetti pilota con approccio tecnologico 3D e orientato agli oggetti e, non ultimo, l’utilizzo di prassi del “Common data Environment”, o AcDat secondo UNI 11337.

È proprio dall’esperienza tedesca della “Digital Road Map for design & Construction” che si evince come un chiaro obiettivo a protezione dell’individualità e della professionalità delle medie-piccole aziende sia l’impiego di formati aperti e neutrali in contrapposizione dell’obbligo di sviluppo del progetto con soluzioni tecnologiche specifiche definite, spesso imposte a monte dalla committenza. È questo un valore sia per il settore pubblico che per quello privato perché favorisce la professionalità, aumenta la platea degli offerenti nelle gare a vantaggio della committenza, riduce gli investimenti ridondanti e inutili, pone le basi per una valorizzazione più ampia nel tempo del “dato” per così dire “acquistato” dalle stazioni appaltanti.

Significative le esperienze riportate nell’handbook relative a progetti in vari paesi quali Estonia, Francia, Germania, Svezia, Inghilterra, Spagna ognuno dei quali ha portato “esperienze” e “leasson learned” significative.

Per l’Italia va rimarcato l’impegno della delegazione italiana guidata dall’Italia BIM Commission: – Ministry for Infrastructure and Transport, ANAS, Italia Railways Italferr – con il contributo dell’Ing. Pietro Baratono (Provveditore alle Opere Pubbliche di Lombardia ed Emilia Romagna) e del Prof. Angelo Ciribini, (Università di Brescia) uno tra i massimi esperti di BIM in Italia.

Comportamento in esercizio di un’opera di sostegno provvisionale su pendio

ParatiePlusParatie Plus all’opera

Questo articolo, scritto a quattro mani dall’Ing. Federica Milesi e dal Dott. Alex Sanzeni dell’Università di Brescia, illustra l’analisi a ritroso del comportamento in esercizio di una paratia recentemente costruita in Provincia di Bergamo a sostegno di uno scavo ubicato su un pendio. Per lo svolgimento di tale attività sono stati esaminati e interpretati i risultati di più campagne di indagini geotecniche ed è stato eseguito con attenzione il monitoraggio in corso d’opera, condotto con inclinometri e celle di carico. L’analisi del comportamento della paratia è stata eseguita utilizzando il software Paratie Plus che offre il metodo “a molle”. Il confronto dei risultati delle simulazioni numeriche e le misure ottenute dal monitoraggio ha evidenziato l’importanza di una corretta caratterizzazione meccanica dei terreni e del substrato roccioso interessati allo scavo… Scarica l’intero articolo

Flac-Thermal: applicazione di modelli numerici evoluti nel campo della geotermia

FLACNel nostro sottosuolo abbiamo una quantità di energia inesauribile, gratuita, rinnovabile, ecocompatibile e a disposizione 365 giorni l’anno. Infatti, a partire da una profondità di 10 metri il terreno presenta una temperatura costante per tutto l’anno, pari in Italia a circa 12÷15 °C, temperature ideali per utilizzi in impianti a bassa entalpia.

La geotermia a bassa entalpia, infatti, utilizza questo calore disponibile in natura per la climatizzazione degli edifici estraendolo dal sottosuolo tramite una sonda geotermica e cedendolo a una pompa di calore che lo incrementa ulteriormente e lo distribuisce all’edificio da riscaldare attraverso impianti a bassa-media temperatura. Lo stesso processo, ma inverso, avviene durante il periodo estivo per raffrescare i locali. Durante tutto l’anno si riesce quindi a produrre contemporaneamente riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria per coprire l’intero fabbisogno dell’edificio.

La tecnica di scambiare calore con l’ausilio di una sonda geotermica (SGV) è ben conosciuta e sfruttata in tutta Europa e negli Stati Uniti da oltre trent’anni. Durante l’inverno il terreno ha una temperatura mediamente superiore a quella esterna e il fluido glicolato contenuto nelle sonde geotermiche, scendendo in profondità, sottrae l’energia dal terreno, ritorna in superficie ad una temperatura leggermente più alta e viene utilizzato nel ciclo termodinamico della pompa di calore geotermica.

Uno degli ultimi studi che abbiamo effettuato valuta l’evoluzione di un plume termicocausato dal funzionamento di circa 60 sonde di tipo SGV in fase di progettazione presso un ospedale in Regione Veneto per valutare le conseguenze ambientali dopo 15 anni di esercizio. A tale scopo è stata riprodotta l’evoluzione termica nell’intero arco temporale tramite un modello matematico alle differenze finite.

Le analisi termiche sono state condotte impiegando il codice di calcolo FLAC 8.0 (Fast Lagrangian Analysis of Continua), sviluppato da ITASCA Consulting, il quale consente di affrontare problemi di termodinamica del continuo, simulando il trasferimento del calore nei materiali e lo sviluppo di stress e spostamenti termicamente indotti in un dominio bidimensionale, le cui caratteristiche sono definite dalle leggi classiche della teoria termodinamica e da imposte condizioni al contorno, implementando il metodo delle differenze finite.

Di seguito lo schema dell’analisi condotta.

1° fase: CONDIZIONE GEOSTATICA (TERRENO PRE-SCAVO)

Cattura

Di seguito si riporta un estratto dell’evoluzione del plume termico dopo un singolo ciclo invernale ed estivo, partendo da una situazione di equilibrio termico naturale (14,3°C):

si può osservare che la perturbazione termica dovuta alla circolazione di un fluido a circa 2°C d’inverno, e a circa 38°C nei mesi estivi, viene esaurita entro circa 10 m dalla sonda dove la temperatura iniziale del terreno di circa 14,3 °C risulta indisturbata.

Cattura2

STUDIOSISMA SRL

Studiosisma nasce nel 2012 dall’idea del geologo Collareda Matteo con l’obiettivo di fornire un servizio di alta qualità in materia di indagini geofisiche e modellazioni avanzate in ambito geotecnico-sismico per la caratterizzazione del sottosuolo e delle strutture, indispensabili in campo geologico, ingegneristico e ambientale.

La passione per la geofisica e l’interesse per le tematiche legate alla riduzione del rischio sismico contraddistinguono lo studio e lo rendono ricco di esperienza in questo settore così specifico.

Attualmente è composta da 3 soci e vari collaboratori (geologi, ingegneri) che ne fanno una società giovane e dinamica aperta a nuove esperienze formative.

L’utilizzo di attrezzatura e software di ultima generazione e il continuo aggiornamento professionale ci permettono di poter affrontare le problematiche più disparate garantendo massima flessibilità ai servizi che offriamo.

Studiosisma lavora prevalentemente al nord Italia ma non solo. Negli ultimi tempi, grazie alla collaborazione con la dottoressa geol. Claudia Tomassoli siamo presenti anche nel territorio marchigiano. Tale iniziativa ravviva il nostro entusiasmo che ci porta ad abbattere gli spazi e ad essere sempre alla scoperta di nuove situazioni, persone e luoghi che ci arricchiscono ogni giorno.

STUDIOSISMA SRL – Via Biron 102/5 – 36050 Monteviale (VI) – studiosisma.com

Nuova sede Terminal del Golfo – La Spezia

TeklaExa Engineering Srl

Exa Engineering utilizza Tekla Structures dal 2010. In questo progetto l’utilizzo del software ha consentito lo sviluppo di tutti i dettagli strutturali dell’edificio, mettendo in relazione tra loro le parti principali, costituite essenzialmente da getti in calcestruzzo armato, con gli elementi secondari, spesso metallici. In particolare è stato possibile sviluppare l’intera armatura che presenta una particolare complessità nelle solette gettate in opera a geometria irregolare.

L’utilizzo della metodologia BIM per lo sviluppo del progetto e la modellazione 3D con Tekla Structures di tutti gli elementi, anche i secondari, ha identificato per esempio le interferenze con gli attacchi dei brisesoleil in vetro posti sulla facciata principale: in tali zone si è reso necessario adattare il passo dei ferri della soletta del piano primo.

Guarda il progetto

Ingegneria Sismica Italiana – ISI Perché e come associarsi

ISIEssere socio professionista di ISI offre, grazie al vasto network relazionale dell’Associazione, molteplici momenti di incontro e di matching con aziende, altri professionisti, soci di altre associazioni di categoria o di imprese.
In virtù del moltiplicarsi delle sinergie e degli accordi tra ISI ed i principali stakeholder del settore dell’edilizia, le iniziative e le collaborazioni favoriscono la creazione di momenti e luoghi di incontro tra domanda ed offerta di lavoro.
Vivere e partecipare alle attività di ISI offre al professionista l’opportunità di allargare il proprio network professionale ed instaurare rapporti di collaborazione e crescita dell’attività professionale. Scarica la brochure e scopri come associarti!

Ingegneria Sismica Italiana – ISI Perché e come associarsi

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Solibri Model Checker: il video-tutorial

SMCIn questo video viene introdotto Solibri Model Checker nelle sue funzioni base. Un video tutorial che spiega come utilizzare la versione demo del software per il model e code checking leader al mondo. Solibri Model Checker ti permette di individuare eventuali criticità, prima e durante il processo di costruzione. Fornisce inoltre una serie di informazioni che possono essere esaminate durante tutto il ciclo di vita dell’edificio e utilizzate per le esigenze che includono il calcolo dell’area, l’accessibilità e la conformità del modello alla normativa di riferimento.

Provalo subito! Scarica la demo e guarda il video tutorial!

Grande attesa per la prossima Giornata del Cliente Allplan!

GDC AllplanHarpaceas rinnova anche quest’anno l’annuale appuntamento della Giornata del Cliente Allplan. Il prossimo 12 ottobre sarà l’occasione per presentare, a tutti i clienti che interverranno, le novità della nuova versione Allplan 2018. Quest’anno la Giornata del Cliente Allplan continuerà nella tradizione di rendere protagonisti alcuni tra i tanti clienti che da molto o poco tempo utilizzano Allplan come soluzione BIM per il loro lavoro di progettazione e non solo.

Nell’ultima edizione sono intervenuti diversi progettisti, provenienti da realtà grandi e piccole, come ad esempio lo studio Starching e la società di ingegneria Redesco, entrambe milanesi, che hanno presentato un caso di recupero architettonico, affrontato in modalità BIM. Ha partecipato anche lo studio Rinnova di San Giovanni in Croce (CR) che ha presentato un caso reale di BIM e interoperabilità per ristrutturazione, strutture e impianti.

Quest’anno verranno introdotte alcune novità sia per chi presenzierà all’evento sia nell’agenda della giornata.

A presto con Allplan 2018!

Nuovo sito operativo per Hesotec, Germania

Allplan

Il modello 3D per evitare sorprese

La realizzazione di una nuova unità produttiva e di un edificio amministrativo a essa collegato per Hesotec, fabbrica metalmeccanica tedesca, è un ottimo esempio del core business e delle soluzioni creative di Brüninghoff, azienda specializzata nella progettazione e nella costruzione di edifici industriali.
Ne è scaturito un nuovo sito operativo che coniuga la funzionalità produttiva con la presentazione della caratteristica peculiare dell’azienda. Guarda il progetto