BIM e Blockchain in sinergia per trasformare il settore delle Costruzioni

La tecnologia Blockchain sta rivoluzionando tutti i settori strategici della società e dell’economia, imponendosi come uno dei principali driver dell’innovazione globale.
Il settore dell’edilizia e delle costruzioni può trarre enormi benefici dall’applicazione di questa tecnologia, innovando i tradizionali processi di trasformazione del patrimonio immobiliare per rendere più efficace la gestione del costruito e generare nuovo valore sociale ed economico.

L’articolo L’importanza di BIM e Blockchain nei processi trasformativi nel settore delle Costruzioni di Ingenio fornisce una panoramica esaustiva sulla situazione attuale delle Costruzioni e sul processo di trasformazione in atto, favorito dalla grande attenzione sui temi da parte delle Organizzazioni nazionali e internazionali e dall’innovazione tecnologica.

Per affrontare le nuove sfide derivanti dalla trasformazione del settore è nata InnovationChain, la start up innovativa fondata da Harpaceas e raise>up che ha l’obiettivo di proporre soluzioni che integrino il BIM con l’architettura Blockchain. Il punto di partenza è guidare un’innovazione di processo che riguarda la gestione dell’intera filiera delle costruzioni, inserendo il concetto di Blockchain sia allo stadio di Progettazione (BIM) così a quello di Esecuzione (PIM) del progetto.

La prima iniziativa di InnovationChain è BLOCKCHAIN AND THE CITY, un ciclo di quattro incontri formativi avanzati sull’applicazione delle tecnologie Blockchain alla gestione dei processi tipici della filiera delle costruzioni. Gli incontri sono sviluppati in collaborazione con CONSENSYS, leader mondiale nella tecnologia Blockchain Ethereum, e si rivolgono a tutti gli attori della filiera edilizia che vogliono aggiornare le proprie competenze sulle rivoluzionarie opportunità delle applicazioni Blockchain.
Tutti i partecipanti dei primi due incontri (sessione del 13 e 20 aprile, durata totale 8 ore) riceveranno gratuitamente in formato digitale copia del manuale “Blockchain per il Business. Modelli di valutazione e Metodologie di progetto”.

Scopri di più e iscriviti ai workshop

BIM: dai LOD al livello di fabbisogno informativo nella UNI EN 17412-1

La UNI EN 17412-1:2021 approfondisce il concetto livello di fabbisogno informativo nel contesto del Building Information Modeling (BIM), già introdotto nella parte 1 della UNI EN ISO 19650: 2019. L’obiettivo della norma è quello di ottimizzare la qualità della domanda affinché lo scambio informativo tra committente ed affidatario sia strutturato con una maggiore chiarezza e qualità di specificazione dei requisiti informativi all’interno di una commessa. Attraverso il livello di fabbisogno informativo il committente definisce come deve essere strutturato il contenuto informativo, la quantità e la qualità dei dati necessari per una specifica commessa e quali aspetti devono essere considerati secondo la UNI EN 17421-1:2021 per la definizione degli stessi.

Figura 1 – Livello di fabbisogno informativo

Framework per specificare il livello di fabbisogno informativo

La struttura si compone di due parti: Prerequisiti e Livello di Fabbisogno informativo. La prima parte definisce l’inquadramento del contesto relativo al contenuto informativo richiesto:

  • Uso: Per quali usi viene richiesto il contenuto informativo in funzione degli obiettivi della commessa;
  • Milestone: Quando le informazioni devono essere consegnate;
  • Attore: Chi richiede informazioni e chi le deve fornire;
  • Oggetto: a quale oggetto o gruppi di oggetti è relazionato il contenuto informativo in funzione della classificazione definita come riferimento per la specifica commessa.

La definizione dei prerequisiti definisce un diaframma tra la scheda informativa risultante e tutti gli elaborati della commessa (es. Piano di consegna delle informazioni, Capitolato informativo).

La seconda parte del framework specifica come le informazioni dovrebbero essere consegnate, declinando 3 tipologie di contenuto informativo:

  • Informazioni geometriche: rappresentazione geometrica espressa attraverso parametri indipendenti che esprimono il livello di dettaglio, la dimensionalità, la posizione, l’aspetto e il comportamento parametrico;
  • Informazioni alfanumeriche: includono l’identificazione dell’attributo alfanumerico e la specificazione del contenuto informativo, ovvero la lista delle proprietà (es trasmittanza termica, volume, costo della manodopera);
  • Documentazione: insieme di documenti (es. relazione tecnica e certificazioni materiali).
Figura 2 – Strutturazione livello di fabbisogno informativo considerando i prerequisiti

Differenze con il concetto di LOD definito dalla norma UNI 11337-4

La struttura di una scheda informativa risultante dall’applicazione dei principi definiti dalla UNI EN 17412-1 risulta essere ottimizzata rispetto a quanto definito nella norma UNI 11337-4:2017 per la presenza di 4 caratteristiche fondamentali:

  1. Considerazione di prerequisiti che legano la scheda informativa con altri elaborati di commessa;
  2. Strutturazione della scheda informativa accurata fino alla definizione di 3 livelli di tipologie di informazione che includono anche il requisito informativo di tipo documentale;
  3. Non viene identificata una scala (né alfabetica né numerica) poiché la struttura della scheda informativa identifica la lista dei requisiti informativi richiesti in funzione della fase e degli usi specificati tra i prerequisiti.
  4. Predisposizione della scheda informativa al fine di poter essere “machine readable”.

Lo stato attuale dell’applicazione del concetto di livello di fabbisogno informativo

Il framework della UNI EN 17412-1 fornisce dei principi di applicazione che devono essere ancor meglio definiti con la pubblicazione futura delle restanti parti della norma. Attualmente si sta lavorando sull’aggiornamento della UNI 11337-4:2017 per fornire un testo che possa supportare l’applicazione di quanto viene definito nella norma di riferimento per la definizione del livello di fabbisogno informativo. Sicuramente l’applicazione totale dei principi definiti dalla UNI EN 17412 in tutte le sue parti fornirà un contributo importante per la maturità della domanda della committenza e per la definizione strutturata e chiara dei contenuti informativi richiesti dal committente durante lo scambio informativo di commessa in ambito Building Information Modelling (BIM).

Sicurezza dei ponti esistenti in Italia: la sostenibilità passa (anche) dal BIM

Harpaceas, grazie ad un progetto di ricerca scientifica con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa, ha finalizzato l’utilizzo di software standard quali Tekla Structures, Trimble Connect e Trimble Quadri, inclusi nella nuova soluzione PontiSicuri, al fine di consentire la gestione digitale dell’attribuzione della classe di attenzione del rischio e la valutazione della sicurezza di ponti esistenti in Italia in conformità con le nuove Linee Guida recepite dal DM n. 578 del 17/12/2020.

“Questo risultato, di cui sono molto orgoglioso, è stato reso possibile grazie al lavoro sinergico tra l’Università di Pisa e Harpaceas e alle competenze interdisciplinari e complementari delle Divisioni Calcolo Strutturale e Geotecnico, BIM Strutturale, BIM Infrastrutturale e BIM Development che caratterizzano in modo esclusivo la squadra tecnica della nostra realtà” afferma l’Ing. Luca Ferrari, Direttore Generale di Harpaceas.

Ponti e viadotti: lo stato di fatto in Italia

La sicurezza dei ponti esistenti in Italia è un argomento molto delicato e dibattuto.

Da un lato, l’emanazione del DL 109/2018, cosiddetto Decreto Genova, e la situazione di degrado effettiva di queste opere ha portato il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici italiano a redigere una procedura standard per la gestione del rischio dei ponti esistenti, le Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio di ponti esistenti dal DM n. 578 del 17/12/2020.
L’inizializzazione e lo sviluppo del sistema di monitoraggio dinamico possono essere definiti anche utilizzando il BIM, così come incentivato dal DL 76/2020 (cosiddetto DL Semplificazioni), Art. 49, comma 4.

Dall’altro lato, sono sempre più le iniziative, nazionali e internazionali, che pongono la sostenibilità delle infrastrutture come priorità tra i vari obiettivi di sviluppo, quali il Recovery Fund (Next generation EU) a livello europeo e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) a livello italiano.

La digitalizzazione di processi e strumenti volti alla verifica dello stato di rischio e alla messa in sicurezza delle infrastrutture è fondamentale.

PontiSicuri: procedura digitale e software BIM

PontiSicuri è il pacchetto che comprende i software BIM authoring più innovativi e specialistici del mondo delle infrastrutture.

Da una profonda analisi del flusso di lavoro proposto dalle Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio di ponti esistenti, è stata definita una procedura BIM digitale ad hoc. Questa procedura comprende diverse attività e associa ad esse software BIM specialistici che, grazie alle loro peculiarità tecniche e interoperabilità, supportano gli attori coinvolti nella gestione delle singole macro-aree di lavoro.

Il pacchetto software di PontiSicuri comprende:

  • Tekla Structures, software di BIM Authoring leader al mondo per la progettazione costruttiva di strutture in acciaio, in cemento armato prefabbricato e gettato in opera, prodotto da Trimble Solutions, società finlandese del gruppo Trimble Inc., per la modellazione BIM, la classificazione degli oggetti e lo schema WBS (Work Breakdown Structure);
  • Trimble Connect Business Premium, piattaforma in cloud, certificata ISO/IEC 27001:2013 e prodotta da Trimble Solutions, per il completamento e la condivisione dei dati su piattaforma collaborativa e configurazione del CDE (ACDat – Ambiente Condivisione Dati);
  • Trimble Quadri Business Premium, piattaforma in cloud prodotta da Trimble Inc., per la gestione della georeferenziazione dell’opera.

Funge da valido supporto alla soluzione PontiSicuri la webapp PT3, sviluppata e messa a disposizione gratuitamente dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale e dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, che consente di digitalizzare le schede ispettive e calcolare in modo dinamico ed interattivo la Categoria di Attenzione, indirizzando gli operatori nell’ambito dei processi descritti dalle Linee Guida.

Tutti i software scelti sono conformi all’approccio openBIM per agevolare l’interoperabilità e la collaborazione tra i vari operatori coinvolti nel processo. Il formato IFC del modello BIM permette inoltre di trasferire facilmente i dati al software di calcolo scelto per effettuare l’analisi FEM (Analisi agli elementi Finiti) dell’opera.

Oltre ai software, PontiSicuri offre anche percorsi formativi e di affiancamento a vari livelli, a tutti gli stakeholder.

Desideri avere maggiori informazioni?
Contattaci utilizzando il form presente in questa pagina.

Sicurezza dei dati in cloud: Trimble Connect ottiene la certificazione ISO / IEC 27001:2013

Trimble Inc. ha recentemente annunciato che Trimble® Connect ™, la sua piattaforma di collaborazione basata su cloud, ha recentemente ottenuto la certificazione ISO / IEC 27001:2013, riconoscendo il suo impegno a fornire ai clienti il ​​più alto livello di gestione della sicurezza delle informazioni.

Questo standard globale, pubblicato dall’International Organization for Standardization (ISO) e dalla International Electrotechnical Commission (IEC), definisce più di 100 requisiti per stabilire, implementare, mantenere e migliorare continuamente il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni. Esso comprende anche dei requisiti per la valutazione e il trattamento dei rischi per la sicurezza delle informazioni su misura per le esigenze dell’organizzazione. A seguito di un ampio processo di verifica, la certificazione è stata rilasciata a Trimble Connect da Schellman & Company LLC, un ente di certificazione ISO accreditato, con sede negli Stati Uniti.

“Siamo molto lieti che Trimble Connect sia entrato a far parte della famiglia di prodotti Trimble conformi alla Certificazione ISO / IEC 27001:2013”. Proteggere le nostre soluzioni software dagli attacchi web di fronte a minacce in continua evoluzione è un aspetto cruciale della nostra politica. Questa certificazione non solo ci consente di confrontare i nostri processi e procedure di sicurezza con le migliori pratiche del settore ma dimostra anche il profondo impegno di Trimble nel fornire prodotti di qualità garantendo la sicurezza dei dati dei clienti che si affidano alle nostre piattaforme”.

ha affermato Ray Bagley, Business Area Manager di Trimble Connect.

Consulta la certificazione ufficiale ISO / IEC 27001:2013 di Trimble Connect.

I Requisiti Informativi di Progetto (PIR) secondo la ISO 19650

La UNI-EN-ISO 19650:2019, nella parte 1 (Concetti e principi), introduce il concetto di Project Information Requirements (PIR) per tutte le organizzazioni che adottano o sono interessate ad implementare il metodo BIM.

La gestione informativa è caratterizzata dall’organizzazione di una grande mole di dati: si pensi ai contenuti informativi provenienti dalla gestione dei tempi (4D), dei costi (5D), dei rischi e di tante altre dimensioni che concorrono all’information management di una commessa o di un asset. Questo genera una grande quantità di contenuti informativi che necessita di essere gestita e quindi di avere alla base una strutturazione di dati ben definita dall’azienda.
I dati vengono declinati dalla norma come requisiti informativi e nella parte 1 della ISO 19650 viene definita una gerarchia di requisiti informativi: OIR, PIR, AIR e EIR per i quali abbiamo già affrontato la loro definizione nell’articolo “UNI-EN-ISO 19650: Definizione dei requisiti informativi e modelli informativi”.

Questi “information requirements” si collocano all’interno di prodotti definiti dalla norma come “contenitori informativi” dando vita ai cosiddetti “modelli informativi”. I requisiti informativi di progetto (PIR) generano quindi il modello informativo di progetto (PIM).
La definizione del PIR, secondo la norma internazionale BIM, appartiene al committente trattandosi di requisiti interni all’organizzazione.

Figura 1 – Strutturazione requisiti informativi

Cosa sono i requisiti informativi di progetto (PIR)?

Il PIR è un modello di requisiti informativi di commessa generato dall’inquadramento dei macro-processi e/o processi presenti all’interno di una organizzazione per tutte le proprie commesse. Ai processi sono legate categorie di attività in funzione delle quali vengono definiti i requisiti informativi di progetto (PIR). Essi rappresentano il fabbisogno informativo dell’azienda ad un livello processuale e costituiscono un riferimento per la gestione informativa delle commesse e per una strutturazione lineare dei contenuti informativi ai successivi livelli di definizione.

Perché il committente dovrebbe definire il PIR?

Il PIR eredita il livello di caratteristiche definite dall’OIR (Organization Information Requirements), ovvero l’insieme di requisiti informativi ad un livello alto dell’azienda (strategie di mercato, business ecc). Dai requisiti informativi di progetto vengono definiti i requisiti di scambio informativo (EIR/CI), necessari per il dialogo con gli eventuali affidatari. L’obiettivo della committenza dovrebbe essere quello di predisporre un ordine relazionato di requisiti informativi, interno e verso l’esterno dell’organizzazione, al fine di poter gestire le commesse in BIM e quindi poter sviluppare un Sistema di Gestione BIM (SGBIM) conforme alla UNI/PdR 74:2019.
Il SGBIM può armonizzarsi e aggiungersi ai requisiti della ISO 9001, che non entra nel merito del “metodo” di lavoro ma ha lo scopo di dimostrare che i processi aziendali abbiano una strutturazione tale da garantire la soddisfazione del cliente finale, qualunque servizio o prodotto l’azienda offra.

Riduzione dei rischi derivanti dalla gestione informativa

Il PIR è uno dei pilastri per la definizione di un Sistema di Gestione BIM all’interno di un’azienda ma è chiaro che la strutturazione dei requisiti è efficace se implementata totalmente: dal livello più alto, rappresentato dall’Organizational Information Requirements (OIR), fino alla definizione ultima nella gerarchia dei modelli informativi. In questo modo i dati nascono da una radice ben definita a livello generale e, attraverso un susseguirsi di relazioni tra i diversi livelli di “information requirements”, generano una organizzazione dei contenuti informativi continua. Uno dei vantaggi più evidenti della strutturazione dei requisiti informativi, implementata secondo la UNI-EN-19650:2019, è la riduzione dei rischi della gestione dei contenuti informativi evidente soprattutto durante il passaggio da una fase a quella successiva nei tradizionali processi edilizi, laddove capita spesso che la perdita di dati causa un’inefficienza in termini di gestione dei tempi, dei costi e sull’efficacia dei processi.   

 “La libertà si accompagna all’ordine”

Èmile-Auguste Chartier

Il futuro dell’Italia passa per la sostenibilità delle infrastrutture

Sostenibilità, infrastrutture, evoluzioni future: questi i temi principali dell’incontro online organizzato da AIS, Associazione INFRASTRUTTURE SOSTENIBILI, e in programma mercoledì 28 gennaio, dalle ore 15.00.

ISCRIVITI ORA

In questo primo seminario, l’Associazione intende portare a conoscenza dei decisori, delle committenze e del vasto mondo che opera all’interno della filiera gli ambiti della propria azione, le competenze e gli strumenti che mette a disposizione, anticipando alcune delle questioni più urgenti sulle quali è possibile convergere per trovare le soluzioni progettuali e usufruire di modelli e metodi innovativi in grado di consentire la progettazione, la realizzazione e la gestione delle infrastrutture in una logica di sostenibilità.

Tra gli obiettivi globali per porre fine alla povertà, proteggere il pianeta ed assicurare prosperità a tutti entro il 2030, sintetizzati nei 17 Goals definiti dall’ONU, si fa esplicito riferimento al tema dell’Industry innovation and infrastructure, ovvero al rapporto tra l’impegno a costruire infrastrutture resilienti utilizzando l’innovazione e “una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile”. Da parte sua l’Unione Europea con l’European Green Deal ha posto la sostenibilità al centro delle sue strategie per un nuovo modello di sviluppo. Ed ecco allora che cresce – anche in seguito agli effetti della pandemia – l’urgenza di dotarsi di un approccio nuovo rispetto alla progettazione e alla costruzione e gestione di un’infrastruttura, mettendo al centro la sostenibilità in tutte le sue principali accezioni: ambientale, economica e sociale.

La consapevolezza dell’importanza di una crescita culturale di tutta la filiera, fondata su scambi di esperienze, buone prassi e una proficua interlocuzione istituzionale, così da favorire la realizzazione di opere che siano compatibili e adeguate agli obiettivi attesi di sostenibilità è all’origine della costituzione di INFRASTRUTTURE SOSTENIBILI, l’Associazione Italiana per la Sostenibilità delle Infrastrutture.

L’associazione, a carattere tecnico – scientifico, è stata fondata da Harpaceas, insieme a ICMQ, Calzoni Costruzioni e Politecnica e si propone come un interlocutore autorevole e prezioso per le istituzioni pubbliche e private.

Principale obiettivo dell’Associazione è di favorire la diffusione di una cultura ampia e qualificata della sostenibilità attraverso una sempre maggiore consapevolezza del valore sociale ed economico di poter disporre di infrastrutture sostenibili. L’ambito di azione riguarda tutte le tipologie di infrastrutture, ma in modo particolare quelle relative ai settori dell’acqua, dell’energia, dell’ICT, dei rifiuti e dei trasporti.

All’Associazione possono aderire aziende, enti e persone attive nell’ideazione, nella progettazione, nella realizzazione e nella manutenzione di infrastrutture, o che forniscano i relativi servizi, che abbiano una forte propensione alla sostenibilità, come attestato da referenze, progetti, prodotti, opere e attività specifiche. Oltre ai soci collettivi e individuali potranno aderire in qualità di soci di diritto Ministeri, enti o organi tecnici dello Stato, così come altri enti o istituti interessati.

Tra le attività principali avviate:

  • sensibilizzare le forze economiche, sociali e politiche sull’importanza di disporre, progettare realizzare e gestire le infrastrutture di qualunque tipo e dimensione secondo criteri di sostenibilità ambientale, economica e sociale;
  • offrire adeguate e specifiche informazioni alle committenze pubbliche e private, così come a tutti i soggetti professionali ed economici coinvolti nella pianificazione, progettazione, realizzazione di un’infrastruttura;
  • fornire supporto alla redazione e predisposizione di testi normativi e legislativi
  • promuovere e divulgare studi e ricerche nonché attività di formazione
  • organizzare iniziative, seminari e convegni utili ad una migliore conoscenza e diffusione di strumenti e soluzioni favorendone l’applicazione;
  • stimolare all’interno dell’Associazione lo scambio di informazioni fra i Soci su esperienze e progetti, garantendo il massimo dell’informazione possibile relativamente alla normativa, ai processi di innovazione e a tutti gli altri temi di comune interesse.

L’Associazione intende, altresì, sostenere uno sviluppo della digitalizzazione e di soluzioni tecnologiche innovative, nella convinzione che una loro ampia applicazione possa costituire un elemento fondamentale nel percorso per una sempre maggiore sostenibilità delle nostre infrastrutture.

A guidare l’Associazione nei ruoli di Presidente e di Vicepresidente Lorenzo Orsenigo, Presidente di ICMQ Spa e Past President di CONFORMA e Luca Ferrari, Direttore generale di Harpaceas e Past President di ISI. Completano il Consiglio Direttivo i rappresentanti dei soci fondatori, Marcello Mancone, partner e direttore tecnico di POLITECNICA Ingegneria e Architettura e Giacomo Calzoni, amministratore unico della Calzoni SpA, Pietro Petrucco, amministratore delegato di ICOP SpA e Franco Daniele, amministratore delegato di Tecnostrutture Srl

Visita il sito di AIS- Associazione Infrastrutture Sostenibili

UNI EN ISO 19650-2:2019, Fase di consegna del bene: organizzare, produrre, consegnare e conservare le informazioni in maniera strutturata

In questo articolo, approfondimento sulla UNI-EN-ISO 19650, l’Ing. Giammarco Manzoni, BIM Consultant di Harpaceas, ci illustra la parte 2 di questa norma, focalizzata sulla “Fase di consegna degli asset”.

Continue reading “UNI EN ISO 19650-2:2019, Fase di consegna del bene: organizzare, produrre, consegnare e conservare le informazioni in maniera strutturata” »

Il 18° Congresso Mondiale di Ingegneria Sismica si terrà a Milano nel 2024

I 59 delegati nazionali dei Paesi che compongono lo IAEE (International Association for Earthquake Engineering) hanno deciso che il 18° Congresso Mondiale di Ingegneria Sismica si terrà nel 2024 a Milano.
La candidatura, presentata da ANIDIS (Associazione Nazionale Italiana di Ingegneria Sismica) ed ISI (Associazione Ingegneria Sismica Italiana) con il supporto di Eucentre, ha raggiunto questo grande traguardo sotto la guida del Prof. Gian Michele Calvi e grazie all’impegno di un numeroso ed affiatato team di collaboratori.

Si tratta di un riconoscimento eccezionale, che vede l’Italia ospitare nuovamente, dopo il 1973, il Congresso quadriennale a cui parteciperanno diverse migliaia di tecnici da tutto il mondo.

L’Italia negli ultimi anni è molto cresciuta in conoscenza e tecnologia legate agli eventi sismici. L’ha fatto leccandosi le ferite, purtroppo; ma l’ha fatto anche rimboccandosi le maniche, togliendo ore di sonno a chi si occupa di ingegneria sismica e agli imprenditori che hanno investito su prodotti innovativi. Ora questi sforzi sono diventati eccellenza riconosciuta ovunque, e poter ospitare il 18° World Conferences on Earthquake Engineering, nel 2024, significa dare la giusta collocazione a quei tanti sacrifici. L’Italia a servizio del mondo.

queste le parole a caldo dell’Ing. Andrea Barocci, presidente di ISI.

Leggi l’articolo completo su Ingenio

Fonte: L’Italia si aggiudica il 18° Congresso Mondiale di Ingegneria Sismica: si terrà a Milano nel 2024 – Ingenio

BIM&Digital – Innovazione e trasformazione digitale dell’ambiente costruito

La situazione contingente legata al fattore pandemico COVID – 19 ha favorito l’implementazione della digitalizzazione e del lavoro a distanza.
Il Focus di alta Formazione “BIM&Digital – Innovazione e trasformazione digitale dell’ambiente costruito”, organizzato da International Academy After the Damages, Clust-ER Build e Progetto Firespill Interreg Italia – Croazia e previsto nei giorni 1, 2 e 15 dicembre, vuole quindi aprire un dialogo coinvolgendo gli attori principali, governance, imprenditoria e ricerca, al fine di affrontare la tematica dell’uso del BIM quale strumento a supporto del processo progettuale e costruttivo, mettendone in luce le potenzialità e la capacità di innovare il settore delle costruzioni, per sua natura tradizionalista e rigido.

I temi principali di queste tre giornate saranno il BIM e il Digitale.

Durante gli incontri saranno esaminate le diverse possibilità di interoperabilità dello strumento BIM nei tre settori sopracitati (governance, imprenditoria e ricerca).

Il focus BIM: strumenti per la governance, l’innovazione del progetto e lo sviluppo territoriale di martedì 1 dicembre sarà dedicato alla gestione amministrativo-legislativa.

Il focus Tecnologie digitali integrate per l’intervento sul patrimonio costruito esistente del 3 dicembre sarà dedicato ai casi applicativi e alle nuove tecnologie. All’incontro online interverrà l’Ing. Paolo Odorizzi, Direttore Tecnico di Harpaceas, con un contributo dal titolo “Digitalizzazione e settore delle costruzioni: scenari e standard“.

Il focus Innovazione e progetto: BIM, digitalizzazione e social innovation del 15 dicembre, sarà incentrato sulla ricerca industriale – innovativa.

Il palinsesto vedrà articolarsi relatori provenienti dalla Pubblica Amministrazione Italiana e dal mondo Accademico e della Ricerca Applicata nazionale e internazionale.
A conclusione delle tre giornate intensive si terrà la premiazione del BIM&Digital Award 20, concorso internazionale di progettazione e digitalizzazione del processo BIM.

Iscriviti ora

Webinar CTA – Il Ponte Genova San Giorgio

Il Collegio dei Tecnici dell’Acciaio organizza il webinar gratuito “Il Ponte Genova San Giorgio“, online giovedì 19 novembre, dalle ore 14.00 alle ore 18.00.

Harpaceas contribuisce attivamente con un intervento dal titolo “Ponte San Giorgio di Genova: il ruolo chiave della collaborazione BIM“, in cui saranno illustrati i principali vantaggi derivati dall’utilizzo delle piattaforme di collaborazione BIM nell’esecuzione del progetto stesso.

Al webinar contribuiranno anche Rina Consulting Spa, Fagioli Spa, Fincantieri Infrastucture, Italfer Spa, Studio Matildi+Partners, Commissario Ricostruzione.

Iscriviti ora