SOLIBRI acquistata dal gruppo Nemetschek

 

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La notizia ufficializzata il 18 dicembre us vede entrare nel gruppo della casa di Monaco di Baviera anche Solibri, società leader a livello mondiale nell’ambito del BIM quality assurance e del quality control.

 

 

Si tratta indubbiamente di una acquisizione di alto livello. Solibri è un punto di riferimento a livello mondiale (è distribuito in circa 70 paesi) per l’interoperabilità BIM e la lettura e analisi dei file in formato IFC.

Attraverso Solibri Model Checker è possibile controllare modelli IFC multidisciplinari e verificarne eventuali incongruenze o interferenze.

Attraverso l’applicazione di regole specifiche, è possibile verificare anche la rispondenza dei modelli a standard di qualità e norme di riferimento del settore.

La società finlandese, fondata nel 1999 è in espansione economica. Membro di OpenBIM fin dai primi tempi, prevede un fatturato di 5 milioni di Euro per il 2015.

“L’acquisizione di Solibri è stata coerente con la nostra strategia di acquisizioni nel settore AEC ed ha notevolmente rafforzato la nostra posizione globale come fornitore leader di soluzioni OpenBIM”.[1]

“Le sinergie con i marchi del gruppo Nemetschek aprono la strada a un’ulteriore crescita di successo. Sono convinto che siamo una risorsa eccellente per il Gruppo Nemetschek e che potremo beneficiare notevolmente gli uni dagli altri e rafforzare ulteriormente la nostra posizione sul mercato.”[2]

Per maggiori informazioni:

http://www.solibri.com/solibri-acquired-by-nemetschek-allowing-exponential-growth-in-quality-assurance-and-quality-control/

http://www.nemetschek.com/en/presse/press-releases/detail/nemetschek-acquires-leading-bim -specialist-solibri-1/

[1] Patrik Heider, CFOO and Spokesman of the Nemetschek Group

[2] Heikki Kulusjärvi, CEO of Solibri.

CNI: Le nuove NTC sostituiranno le vecchie del 2008

 

 

L’Assemblea del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato a maggioranza l’aggiornamento delle NTC 2008 il 14 novembre 2014. La bozza delle nuove NTC, che sostituiranno le NTC 2008, è stata pubblicata dal CNI. Il testo è stato inviato al Ministero delle Infrastrutture per l’iter legislativo, che prevede: il concerto tra Ministero delle Infrastrutture e Ministero dell’Interno, il parere del Dipartimento della Protezione Civile e della Conferenza Stato-Regioni, la verifica di coerenza con la normativa in sede europea ed al termine di questi passaggi, le nuove NTC potranno essere pubblicate in Gazzetta Ufficiale.

Si prevede che ciò avverrà entro la fine del 2015; fino ad allora continuano ad essere in vigore le NTC 2008. Già nel capitolo 2, nella definizione dei principi fondamentali, è possibile scorgere le prime differenze rispetto alle NTC 2008; infatti, qui si enuncia che le costruzioni devono essere progettate, oltre che per garantire sicurezza nei confronti degli SLU ed SLE, anche per porre la struttura nelle condizioni di affrontare un carico da incendio in termini di resistenza e stabilità degli elementi portanti e limitazione della propagazione del fuoco/fumi; infine, si accenna all’importanza della durabilità nel corso della sua vita nominale (funzione dei materiali, della geometria, dei dettagli costruttivi, tipologia costruttiva…).

In seguito, si nota che nel capitolo successivo è stato completamente rimosso il paragrafo relativo alle verifiche delle Tensioni Ammissibili: si renderà quindi obbligatoria la verifica agli Stati Limite. Nel capitolo 4 è interessante notare la possibilità di sfruttare maggiori risorse tenso-deformative per le opere in c.a. grazie all’introduzione di opportuni legami costitutivi che tengano conto del confinamento del calcestruzzo. Si sono introdotte ulteriori modifiche nel capitolo 7 riguardante l’analisi sismica di edifici nuovi; in particolare sono stati incrementati alcuni coefficienti ᵞRd per la classe di duttilità bassa; inoltre, in questo capitolo si accenna a come le nuove NTC rendono necessaria la verifica dei nodi trave-pilastro per strutture in c.a. progettate in classe di duttilità bassa, non obbligatoria con le attuali NTC 2008.

Confronto NTC

Prospetto dei coefficienti ᵞRd in funzione delle tipologie strutturali e confronto con le normative vigenti

 

Nello stesso capitolo sono stati meglio specificati i valori dei fattori di struttura da utilizzare in accordo alla seguente tabella:

Valori parametro

Valore del parametro q in funzione dei diversi Stati limite e della tipologia di analisi – confronto con le attuali normative

 

Per quanto riguarda il parametro q0, sono state aggiunte due nuove tipologie strutturali per le costruzioni in muratura (costruzioni in muratura confinata e confinata con progetto in capacità) ed una per le strutture in c.a. (strutture a pendolo inverso intelaiate monopiano), mentre per le costruzioni in muratura ordinaria il fattore q0 è diminuito di circa il 10% a parità di aU/aI.

Infine, si sono riorganizzati completamente i §7.3.6 e §7.3.7 specificando le tipologie di verifiche da effettuare per gli elementi strutturali primari (ST), non strutturali (NS) ed impianti (IM), differenziandole in funzione della classe d’uso; nelle NTC 2008 valgono le medesime regole per tutte le cU.

Si sono introdotte anche modifiche nel capitolo riguardante le strutture esistenti; in particolare, si è introdotto il coefficiente ζE (rapporto fra l’azione sismica massima sopportabile dalla struttura e l’azione sismica massima per progettare una nuova costruzione); nel caso di interventi di miglioramento il rapporto ζE potrà essere in generale inferiore all’unità, ma non inferiore a 0.4 per costruzioni di classe IV, non inferiore a 0.1 per costruzioni di classe III e II, pari a 1 nel caso di interventi che prevedano sistemi di isolamento.

In tutte le tipologie di interventi di adeguamento ζE dovrà essere pari almeno ad 1; nel caso di interventi che comportino variazioni di classe d’uso e/o destinazione d’uso, ai quali conseguano incrementi dei carichi verticali in fondazione maggiori del 10% per la combinazione caratteristica dei carichi, ζE dovrà essere pari ad almeno 0.8.

Come si evince da questo breve excursus, a meno della futura pubblicazione di una Circolare (che comunque, difficilmente, interverrebbe in modo invasivo a livello procedurale, ma costituirebbe piuttosto un’integrazione/chiarimento delle regolamentazioni già in essere), i metodi di verifica non subiscono modifiche e rimangono nell’ambito dell’approccio probabilistico agli Stati Limite. I cambiamenti riguardano principalmente coefficienti e definizioni: ciò rende facile l’allineamento da parte delle software house alle nuove NTC.

In particolare, i programmi della famiglia Midas, nello specifico Midas Gen, grazie alla completa personalizzazione dei dati di input, è già ampiamente operativo. Si ricorda che Midas Gen è il software prodotto dalla società coreana Midas IT specifico per analisi (lineare e non lineare) e progettazione/verifica di strutture civili in acciaio e calcestruzzo armato. Attualmente sono disponibili gli Eurocodici con Annesso Italiano che permette l’applicazione delle norme NTC 2008 ed anche le norme, mai entrate in vigore, NTC 2012. Gli sviluppatori stanno già lavorando per fare in modo che le maschere predisposte alla gestione dei dati input secondo NTC 2012 siano adattate alle nuove NTC, conservando quindi in parallelo le due normative per tutto il tempo di transizione in cui saranno ugualmente entrambe applicabili.

 

Nuovi strumenti per il rilievo (parte seconda)

In questo secondo appuntamento dedicato alle nuove tecnologie applicate al rilievo, vogliamo dedicare la nostra attenzione alla disciplina della fotogrammetria digitale tridimensionale.

In questi ultimi anni abbiamo visto lo sviluppo di una serie di tecnologie hardware e software che hanno portato la fotogrammetria tridimensionale ad un livello di diffusione mai avuto fino ad ora.

Cosa è possibile rilevare con questa tecnologia?

Partendo da una serie di immagini digitali opportunamente scattate (o da una nuvola di punti tridimensionale), è possibile ottenere un modello tridimensionale di superficie, eventualmente completo di textures. L’origine dei dati può essere molteplice, le principali sono:

imgBIM

Scanner laser

Caratteristiche

Il rilievo che ha come origine una scansione laser è sicuramente quello più conosciuto. Il risultato è una nuvola di punti che descrive gli oggetti alla risoluzione impostata (anche molto elevata).

Pro

Ha il vantaggio di essere una tecnologia ormai matura in grado di ottenere una precisione molto alta unita ad una velocità di realizzazione considerevole. Permette di acquisire anche le textures degli oggetti / manufatti scansiti.

Contro

Punti critici di questa tecnologia possono essere: costi elevati delle attrezzature (stazione laser 3D) così come portabilità delle stesse (anche se le ultime versione presenti sul mercato offrono delle attrezzature sempre più portatili e poco ingombranti). Inoltre le nuvole di punti possono essere anche particolarmente pesanti da gestire su computer poco potenti.

Video digitali

Caratteristiche

La possibilità di utilizzare una videocamera professionale per ottenere un rilievo rende questa tecnologia di facile utilizzo e diffusione.

Pro

Permette di rilevare velocemente aree anche molto vaste. La trasportabilità degli apparecchi e la autonomia rendono questi strumenti molto indicati per rilievi in aree poco accessibili.

Contro

Le apparecchiature a standard professionali hanno ancora dei costi alti, ma decisamente più abbordabili rispetto a quelli di uno scanner laser.

Fotografie digitali

Caratteristiche

Poter utilizzare una fotocamera digitale come strumento di rilievo permette di rendere ancora più semplice e accessibile questa tecnologia.

Pro

Ha permesso di realizzare fotogrammetria tridimensionale a basso costo. È sufficiente scattare ad una risoluzione di immagine ormai standard e alcuni criteri di ripresa abbastanza semplici (markers specifici e calibrazione della macchina) per poter avere dei risultati validi.

Contro

La precisione che si può ottenere è direttamente proporzionale alla risoluzione delle immagini così come alla qualità dello scatto. È particolarmente sensibile al tipo di illuminazione della scena.

Software di fotogrammetria tridimensionale

Caratteristiche

Accanto allo sviluppo di strumenti laser e fotografici professionali, nella disciplina della fotogrammetria tridimensionale di questi ultimi anni è stato fondamentale lo sviluppo di strumenti software in grado di trasformare i dati acquisiti in modelli tridimensionali, intendendo “modelli di superfici tridimensionali” e non dei veri e propri modelli BIM costituiti da solidi parametrici. Le piattaforme software dedicate a questo scopo sono caratterizzate soprattutto da:

  • capacità di gestire grandi quantità di dati tridimensionali
  • poter leggere i formati file più diffusi
  • poter filtrare e classificare i dati di imput
  • gestire fasi di trasformazione in mesh e poterne gestire la densità
  • creare le texture derivate dallo strumento di rilievo
  • esportare in formati file conosciuti il risultato tridimensionale

Pro

efficaci nei risultati e abbastanza semplici da usare. Costi accettabili.

Contro

Le richieste hardware, laddove l’elaborazione dei dati è in locale e non in cloud, è particolarmente onerosa. La precisione dei risultati può dipendere da diversi fattori, a volte difficili da settare. La tolleranza di precisione può non essere adeguata a tutti i tipi di lavori.

 

La domanda che sorge spontanea è: i rilievi ottenuti attraverso queste tecnologie possono essere considerate BIM o interoperare con piattaforme di authoring BIM?

Rimandiamo la risposta ad un prossimo appuntamento.

Con il BIM risparmi tempo e aumenti la qualità dei tuoi lavori

Con il BIM risparmi TEMPO e aumenti la QUALITA’ dei tuoi lavori

È possibile ridurre i tempi di consegna?

Yes, We can…

 

Negli ultimi anni si è consolidata la tendenza da parte dei committenti a richiedere il completamento delle commesse in tempi sempre più ridotti, inducendo fornitori, progettisti,costruttori, architetti e ingegneri, a dotarsi di tecnologie sempre più avanzate per far fronte alle richieste e soddisfare le aspettative della propria committenza.

 

cloud-bim-harpaceas

 

Rimanere al passo con le tecnologie permette ai progettisti di soddisfare i propri clienti ma rischia di rilevarsi, per loro, anche un’arma a doppio taglio qualora non si possegga un adeguato livello di know-how interno nel proprio team di lavoro per gestire con efficacia i carichi di lavoro richiesti. Si riscontrano con sempre più frequenza collaborazioni e cordate tra gruppi di progettisti tecnici, costruite con lo scopo di potersi proporre nei confronti della committenza con tutte le carte in regola per ottenere successo e soddisfazione: conoscenza, attrezzature informatiche, capacità di lavoro, competenze, etc.

La possibilità tecnica di poter lavorare con un modello condiviso, non trova sponda in queste situazioni di estrema frammentazione progettuale. I modelli BIM condivisi tra committenti, fornitori di servizi di ingegneria e progettazione e sub-fornitori, trovano scarsa applicazione e difficoltà legate ai limiti tecnologici nell’utilizzo della rete, accentuati in Italia dalla scarsa esperienza di lavoro in condizioni di multiutenza operativa e condivisione fisica dei dati tra le varie realtà coinvolte.

In Tekla Structures, ad esempio, gli utilizzatori più esperti potevano contare sulle potenzialità di lavoro in modalità multiutenza che il package metteva loro a disposizione, tuttavia la condivisione dei modelli si realizzava prevalentemente in ambito LAN o comunque in ambienti VPN).

 

scegli BIM di harpaceas

 Model Sharing con TEKLA Structures

 

Con il progredire delle performance e la diffusione dei sistemi basati su Cloud, si è riusciti a bypassare questi limiti andando ad inserire nel ciclo di produzione dei modelli le tecniche di Model Sharing che permettono condivisione e sincronizzazione avanzata dei modelli assemblati su server online sempre raggiungibili dagli utilizzatori.

Il servizio di Model Sharing di Tekla Structures permette di lavorare contemporaneamente sullo stesso modello sia in modalità offline che online e di utilizzare Internet per la sola sincronizzazione indipendentemente dall’ubicazione fisica o dalla velocità della connessione di rete.

La tecnologia del Model Sharing ha permesso inoltre agli utilizzatori di poter ottenere il modello principale attraverso la progettazione in una serie di modelli più piccoli e più gestibili che i vari esperti disciplinari assembleranno successivamente in un contesto generale. Si può pensare a situazioni nelle quali si preveda la suddivisione dei compiti, anche decentralizzata ma pur sempre contestuale, ad esempio tra la progettazione degli assemblaggi generali, travi e colonne principali, di una struttura e lo studio dei dettagli operativi locali, collegamenti, armature ed inserti, piuttosto che per la definizione degli elementi secondari come scale, parapetti, attacchi per impianti tecnici, etc.

Il proprietario amministratore del modello in lavorazione ha facoltà di decidere quali siano i progettisti abilitati a “modificare” gli oggetti, piuttosto che soltanto a “visualizzarli” interrogandoli nei loro aspetti geometrici, relazionali e informativi.

Scarichi solo una volta l’intero progetto e poi risparmi tempo

Gli utenti autorizzati scaricano inizialmente l’intero modello da repository Cloud per poi iniziare a lavorare, successivamente, aggiornando il modello sia in modalità upload sia che download qualora fossero intervenuti aggiornamenti da parte di altri progettisti. Tutto ciò avviene attraverso lo scambio di pacchetti di dati ridotti nelle dimensioni in quanto costruito sulla base delle sole modifiche apportate. Ciò garantisce un notevole risparmio in termini di tempo operativo senza tralasciare gli aspetti della sicurezza, garantita dalla crittografia dei dati e dalla loro gestione in accordo ad adeguati protocolli di sicurezza.

Abbiamo analizzato alcune statistiche fornite da Tekla durante la fase di deployment della potenzialità di Model Sharing avvenuta nel corso del 2014–2015 a livello mondiale e siamo rimasti impressionati dalla riduzione di traffico dati che la tecnologia Model Sharing di Tekla è riuscita ad ottenere rispetto a quella del Multi-User già da alcuni anni disponibile.

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Abbiamo riscontrato anche strumenti di verifica automatici i quali, basandosi sugli identificativi univoci GUID che di norma presiedono le attività di condivisione nei modelli BIM, permettono un veloce confronto tra le modifiche effettuate dai vari utenti potendo poi identificare le potenziali incoerenze e segnalare all’utente o risolvendole se possibile in via automatica.

Il Model Sharing si pone quindi come la risposta che i fornitori cercavano per assicurare incrementi di produttività sia individuali che collettivi nei confronti delle aspettative e delle richieste dalla committenza.

 

Nuovi strumenti per il rilievo (parte prima)

Il processo BIM ha coinvolto anche la fase del rilievo e della verifica in cantiere di quanto realizzato.

La fase di rilievo di un sito di progetto o di un manufatto esistente è un momento che richiede tempo e precisione. Inserire a pieno titolo nel flusso BIM anche questa attività, ha significato nel corso degli ultimi anni ricercare il modo più rapido, preciso e tracciabile per realizzarlo.Immagineok

L’epoca delle tradizionali stazioni laserscanner[1], che per molti progettisti sono tutt’ora oggetti tecnologicamente avveniristici, è ormai quasi obsoleta.

Nuove tecnologie e nuove potenzialità dei software hanno reso possibili operazioni e rilievi fino a ieri ritenuti impossibili.

Ci riferiamo a software o add-on in grado di rilevare impianti o oggetti nascosti attraverso dei particolari tablet quali ad esempio il Google Project Tango™[2].   1ok

Attraverso applicativi software dedicati, è possibile identificare passaggi di reti tecnologiche o di impianti HVAC presenti in controsoffitti o in cavedi tecnici, senza dover aprire specifici fori di ispezione.1ok

Attraverso applicazioni quali ad es. “Trimble Through the wall”™[1] o SketchUp Scan™ il rilievo di edifici esistenti e l’individuazione di possibili punti critici è ormai una procedura rapida e a prova di errore umano.

In un prossimo contributo vedremo come si stiano diffondendo anche strumenti di rilievo e di restituzione tridimensionale a partire da fotografie digitali tradizionali.

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[1] http://www.trimble.com/3d-laser-scanning/index.aspx

[2] https://www.google.com/atap/project-tango/#home-tab-2

[3] http://www.trimble.com/projecttango/index.aspx

Recepimento della direttiva UE del gennaio 2014 sul BIM

Il 30 settembre us l’VIII Commissione della Camera in seduta notturna ha definitivamente licenziato il testo del DDL delega relativo al recepimento delle tre direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo ed al riordino della normativa sugli appalti.

Secondo quanto è stato dichiarato la riforma degli appalti avrà un avvio a scaglioni.

Entro il 18 aprile 2016 dovrà essere approvato il decreto legislbim_strettaativo per il recepimento delle direttive.

Il decreto abrogherà le parti del vecchio Codice Appalti (D.lgs. 163/2006) in contrasto con le direttive europee e introdurrà disposizioni di coordinamento, transitorie e finali..

Il nuovo Codice Appalti vero e proprio sarà invece approvato entro il 31 luglio 2016.

Al suo interno ci saranno i contenuti del decreto di recepimento delle direttive più le eventuali disposizioni correttive e integrative.

Ricordiamo che la La Direttiva Europea 2014/24/EU sugli Appalti Pubblici esprime in modo chiaro l’indicazione di introdurre il Building Information Modeling all’interno delle procedure di Procurement degli Stati Membri. All’art. 22 c.4, nella versione inglese della Direttiva, troviamo infatti:

“For public works contracts and design contests, Member States may require the use of specific electronic tools, such as of building information electronic modelling tools or similar.”

Il Ministro Delrio parla di BIM

Una task force per coordinare i progetti sulle grandi opere e controllare l’avanzamento dei cantieri.

E’ all’interno Convegno organizzato dall’Agenzia del Demanio intitolato: “Progetto fari: dalla consultazione pubblica ai bandi” che il Ministro delle Infrastutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha affermato: ”

«La scelta decisiva è quella compiuta dal nuovo codice appalti in discussione alla Camera di non mettere più a gara progetti preliminari o definitivi. Se a questo aggiungiamo la valorizzazione dell’uso di tecnologie come il Bim, potremo controllare passo passo la qualità delle realizzazioni».

Pubblicato su Edilizia e Territorio – Sole24Ore del 1 ottobre 2015bim_stretta

Innovazione tecnologica e normativa: “cosa bolle” in Europa

 

Discussi dalla Commissione tecnica TC/4bim_stretta42 del CEN gli orientamenti per le prime decisioni da assumere sul tema del “Building Information Modeling”.
Con riferimento al tema dell’innovazione tecnologica da sviluppare nel settore delle costruzioni si riscontra oramai da alcuni anni una grande attenzione da parte di tutti gli enti e tutte le commissioni governative europee del settore.

A livello normativo non è da meno il CEN il quale, in pieno coordinamento con i suoi riferimenti nazionali, UNI per l’Italia, ha recentemente istituito la Commissione tecnica TC/442 sul tema del “Building Information Modeling”.

La Commissione si è riunita per la prima volta lo scorso 16 Settembre a Bruxelles e ha fatto registrare la partecipazione attiva di oltre 40 delegati da paesi di tutta Europa (per l’Italia Paolo Odorizzi – Harpaceas e Fulvio Re Cecconi – Politecnico di Milano – ANCE).

Sono stati discussi gli orientamenti per le prime decisioni da assumere tra i quali l’adozione a livello Europeo di alcune norme di settore già disponibili in ambito ISO internazionale:
* ISO 16739:2013 – Industry Foundation Classes;
* ISO 29481-1 Building Information Modelling – Information Delivery Manual – Part 1  Methodology and Format;
* ISO 29481-2 Building Information Modelling – Information Delivery Manual – Part 2 Interaction Framework;
* ISO 12006 Building Construction – Organisation of Information about Construction Works – Part 3 Framework for object oriented information.

Quattro gruppi di lavoro inizieranno tra poche settimane le loro attività su temi specifici quali: lo studio e l’approfondimento della strategia Europea verso l’approccio digitale al progetto e le implicazioni con l’apparato normativo, i formati di base da utilizzarsi per l’interscambio delle informazioni per garantire, nel rispetto delle professionalità da tutelare, funzionalità indipendenti rispetto ai quelle di proprietà dei produttori di soluzioni informatiche commerciali, la gestione armonizzata a livello Europeo delle banche dati di prodotti per l’edilizia e per le costruzioni, condizione necessaria per migliorare la circolazione dei prodotti e per eliminare inefficienze e incomprensioni nella filiera.

La Commissione dispone di mandato per redigere regolamenti norme tecniche per disciplinare a livello europeo metodologie e processi per definire, descrivere, scambiare, monitorare, registrare e archiviare dati grafici e non grafici afferenti gli “Asset” edili e infrastrutturali in progettazione sul territorio.

Per l’Italia il gruppo che segue e partecipa alla Commissione fa capo al Comitato Costruzioni UNI GL 5 “Codificazione dei prodotti e dei processi costruttivi in edilizia”. Oivind Rooth  (Norwegian Building Authority) guiderà i lavori in qualità di “Chairperson of CEN/TC 442”.

Ben consapevoli dell’importanza strategica di questa attività, va ricordato che l’obiettivo di ridare competitività al settore delle costruzioni non può prescindere dalla collaborazione e dal contributo di vari attori, in primis, quella degli organi decisionali nazionali ai quali ci si rivolge auspicando a breve termine investimenti per l’introduzione della tecnologie più recenti al servizio della digitalizzazione dei progetti. Interventi, sperimentazioni e cambiamenti, anche funzionali alle regolamentazioni sugli appalti, serviranno per migliorare la qualità del costruito, per ridurre i costi derivanti da sprechi, le inefficienze procedurali e le carenze progettuali, per garantire trasparenza e legalità sia per le iniziative pubbliche che private. Attraverso l’utilizzo di normative adeguate e sottoscritte a livello Europeo, i progettisti, i produttori e le imprese Italiane potranno proporsi e lavorare con meno ostacoli in un mercato più ampio e con prospettive di successo decisamente più interessanti.

Pubblicato su Ingenio N.36

Il mondo infrastrutturale e il BIM

Anche il mondo della progettazione infrastrutturale sta avviando un processo di avvicinamento agli standard BIM e alla possibilità di interoperare con le altre piattaforme software di BIM authoring.

La gestione di progetti a scala territoriale in modalità BIM non è infatti di facile risoluzione.

In ambito internazionale l’Open Geospatial Consorzium (OGC) si sta prodigando da anni per sviluppare le possibilità di interagire con le altre discipline della progettazione.

Tra le ultime iniziative citiamo la collaborazione tra OGC e BuildingSMART per lo sviluppo di un formato di file che permetta l’interoperabilità dei dati tra le varie discipline progettuali. L’iniziativa ha portato alla definizione di un formato InfraGML, evoluzione del formato LandXML, e alla creazione in ambito BuildingSMART del “P6 IFC-Alignment project” che a partire da luglio 2015 è stato accettato come IFC standard. (Figura 1)

 

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Figura 1 – IFC Alignment Project sul sito buildingSMART

 

 

 

 

 

 

IFC4 Design Transfer View e IFC4 Reference View

Nuovi passi da parte di BuildingSMART verso la diffusione e implementazione di IFC4.

Il 10 luglio 2015 BuildingSMART ha accettato come Final Standard la versione 1.0 dell’IFC4 Design Transfer View[1] e di IFC4 Reference View[2]

 

Caratteristiche di IFC4 Design Transfer View.

Il nuovo simg1tandard approvato (la cui sigla abbreviata sarà IFC4 DTV V1.0) risulta essere la naturale prosecuzione di quanto fatto con il formato IFC 2×3 Coordination View.

Obiettivo principale di questo nuovo formato è il miglioramento dello scambio dati tra le varie discipline progettuali. In particolare si concentra su particolari geometrie quali:

  • Advanced B-rep (NURBS);
  • Faceted B-rep e surface models;
  •  Constructed solid geometry (CSG);
  • Advanced sweep (incl. tapering);
  • Stili di presentazione (colori e textures).

Sarà compatibile con il formato IFC 2×3 Coordination View.

 

Caratteristiche di IFC4 Reference View.

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L’obiettivo dichiarato di IFC4 Reference View è la massima diffusione possibile dei dati IFC BIM tra le piattaforme di innumerevoli discipline.

In particolare sarà indirizzato alle piattaforme che non necessitano di modificare le geometrie presenti, quanto piuttosto di visualizzarle correttamente, computarle, costruirle.

Si tratta quindi di un concetto completamente nuovo rispetto a quanto pensato per il IFC 2×3 Coordination View.

 

 

[1] http://www.buildingsmart-tech.org/news/copy_of_review-period-for-ifc4-design-transfer-view-beta-announced

[2] http://www.buildingsmart-tech.org/specifications/ifc-view-definition/ifc4-reference-view