Il Ministro Delrio parla di BIM

Una task force per coordinare i progetti sulle grandi opere e controllare l’avanzamento dei cantieri.

E’ all’interno Convegno organizzato dall’Agenzia del Demanio intitolato: “Progetto fari: dalla consultazione pubblica ai bandi” che il Ministro delle Infrastutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha affermato: ”

«La scelta decisiva è quella compiuta dal nuovo codice appalti in discussione alla Camera di non mettere più a gara progetti preliminari o definitivi. Se a questo aggiungiamo la valorizzazione dell’uso di tecnologie come il Bim, potremo controllare passo passo la qualità delle realizzazioni».

Pubblicato su Edilizia e Territorio – Sole24Ore del 1 ottobre 2015bim_stretta

Innovazione tecnologica e normativa: “cosa bolle” in Europa

 

Discussi dalla Commissione tecnica TC/4bim_stretta42 del CEN gli orientamenti per le prime decisioni da assumere sul tema del “Building Information Modeling”.
Con riferimento al tema dell’innovazione tecnologica da sviluppare nel settore delle costruzioni si riscontra oramai da alcuni anni una grande attenzione da parte di tutti gli enti e tutte le commissioni governative europee del settore.

A livello normativo non è da meno il CEN il quale, in pieno coordinamento con i suoi riferimenti nazionali, UNI per l’Italia, ha recentemente istituito la Commissione tecnica TC/442 sul tema del “Building Information Modeling”.

La Commissione si è riunita per la prima volta lo scorso 16 Settembre a Bruxelles e ha fatto registrare la partecipazione attiva di oltre 40 delegati da paesi di tutta Europa (per l’Italia Paolo Odorizzi – Harpaceas e Fulvio Re Cecconi – Politecnico di Milano – ANCE).

Sono stati discussi gli orientamenti per le prime decisioni da assumere tra i quali l’adozione a livello Europeo di alcune norme di settore già disponibili in ambito ISO internazionale:
* ISO 16739:2013 – Industry Foundation Classes;
* ISO 29481-1 Building Information Modelling – Information Delivery Manual – Part 1  Methodology and Format;
* ISO 29481-2 Building Information Modelling – Information Delivery Manual – Part 2 Interaction Framework;
* ISO 12006 Building Construction – Organisation of Information about Construction Works – Part 3 Framework for object oriented information.

Quattro gruppi di lavoro inizieranno tra poche settimane le loro attività su temi specifici quali: lo studio e l’approfondimento della strategia Europea verso l’approccio digitale al progetto e le implicazioni con l’apparato normativo, i formati di base da utilizzarsi per l’interscambio delle informazioni per garantire, nel rispetto delle professionalità da tutelare, funzionalità indipendenti rispetto ai quelle di proprietà dei produttori di soluzioni informatiche commerciali, la gestione armonizzata a livello Europeo delle banche dati di prodotti per l’edilizia e per le costruzioni, condizione necessaria per migliorare la circolazione dei prodotti e per eliminare inefficienze e incomprensioni nella filiera.

La Commissione dispone di mandato per redigere regolamenti norme tecniche per disciplinare a livello europeo metodologie e processi per definire, descrivere, scambiare, monitorare, registrare e archiviare dati grafici e non grafici afferenti gli “Asset” edili e infrastrutturali in progettazione sul territorio.

Per l’Italia il gruppo che segue e partecipa alla Commissione fa capo al Comitato Costruzioni UNI GL 5 “Codificazione dei prodotti e dei processi costruttivi in edilizia”. Oivind Rooth  (Norwegian Building Authority) guiderà i lavori in qualità di “Chairperson of CEN/TC 442”.

Ben consapevoli dell’importanza strategica di questa attività, va ricordato che l’obiettivo di ridare competitività al settore delle costruzioni non può prescindere dalla collaborazione e dal contributo di vari attori, in primis, quella degli organi decisionali nazionali ai quali ci si rivolge auspicando a breve termine investimenti per l’introduzione della tecnologie più recenti al servizio della digitalizzazione dei progetti. Interventi, sperimentazioni e cambiamenti, anche funzionali alle regolamentazioni sugli appalti, serviranno per migliorare la qualità del costruito, per ridurre i costi derivanti da sprechi, le inefficienze procedurali e le carenze progettuali, per garantire trasparenza e legalità sia per le iniziative pubbliche che private. Attraverso l’utilizzo di normative adeguate e sottoscritte a livello Europeo, i progettisti, i produttori e le imprese Italiane potranno proporsi e lavorare con meno ostacoli in un mercato più ampio e con prospettive di successo decisamente più interessanti.

Pubblicato su Ingenio N.36

Il mondo infrastrutturale e il BIM

Anche il mondo della progettazione infrastrutturale sta avviando un processo di avvicinamento agli standard BIM e alla possibilità di interoperare con le altre piattaforme software di BIM authoring.

La gestione di progetti a scala territoriale in modalità BIM non è infatti di facile risoluzione.

In ambito internazionale l’Open Geospatial Consorzium (OGC) si sta prodigando da anni per sviluppare le possibilità di interagire con le altre discipline della progettazione.

Tra le ultime iniziative citiamo la collaborazione tra OGC e BuildingSMART per lo sviluppo di un formato di file che permetta l’interoperabilità dei dati tra le varie discipline progettuali. L’iniziativa ha portato alla definizione di un formato InfraGML, evoluzione del formato LandXML, e alla creazione in ambito BuildingSMART del “P6 IFC-Alignment project” che a partire da luglio 2015 è stato accettato come IFC standard. (Figura 1)

 

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Figura 1 – IFC Alignment Project sul sito buildingSMART

 

 

 

 

 

 

IFC4 Design Transfer View e IFC4 Reference View

Nuovi passi da parte di BuildingSMART verso la diffusione e implementazione di IFC4.

Il 10 luglio 2015 BuildingSMART ha accettato come Final Standard la versione 1.0 dell’IFC4 Design Transfer View[1] e di IFC4 Reference View[2]

 

Caratteristiche di IFC4 Design Transfer View.

Il nuovo simg1tandard approvato (la cui sigla abbreviata sarà IFC4 DTV V1.0) risulta essere la naturale prosecuzione di quanto fatto con il formato IFC 2×3 Coordination View.

Obiettivo principale di questo nuovo formato è il miglioramento dello scambio dati tra le varie discipline progettuali. In particolare si concentra su particolari geometrie quali:

  • Advanced B-rep (NURBS);
  • Faceted B-rep e surface models;
  •  Constructed solid geometry (CSG);
  • Advanced sweep (incl. tapering);
  • Stili di presentazione (colori e textures).

Sarà compatibile con il formato IFC 2×3 Coordination View.

 

Caratteristiche di IFC4 Reference View.

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L’obiettivo dichiarato di IFC4 Reference View è la massima diffusione possibile dei dati IFC BIM tra le piattaforme di innumerevoli discipline.

In particolare sarà indirizzato alle piattaforme che non necessitano di modificare le geometrie presenti, quanto piuttosto di visualizzarle correttamente, computarle, costruirle.

Si tratta quindi di un concetto completamente nuovo rispetto a quanto pensato per il IFC 2×3 Coordination View.

 

 

[1] http://www.buildingsmart-tech.org/news/copy_of_review-period-for-ifc4-design-transfer-view-beta-announced

[2] http://www.buildingsmart-tech.org/specifications/ifc-view-definition/ifc4-reference-view

Il Level 2 BIM, nel progetto della metropolitana di Londra

La Metropolitana di Londra si sta preparando a richiedere, a partire dall’Aprile 2016, che i progetti vengano realizzati almeno a Level 2 BIM.[1]

La direzione strategica è verso un futuro digitale, l’unica domanda è a quale livello possiamo svilupparlo. Tutto quello che stiamometro facendo è guidato dal valore e dal beneficio in modo da non raccogliere dati di cui non necessitiamo”.[2]

La Metropolitana di Londra ha intrapreso una “fase di esplorazione”, dove LU ha lavorato a progetti di sperimentazione, compresi gli aggiornamenti diVictoria Statione di Bank Station, per provare e testare diverse applicazioni ed implementazioni del metodo BIM.

Le sperimentazioni suddette sono state sviluppate sotto il controllo del Rail & Underground Panel[3].

Downes è convinto che il BIM contribuirà a rendere più efficiente la gestione della metropolitana: “Anche se la previsione di risparmio non raggiungerà il 20% annunciato dal Governo, ogni punto percentuale risparmiato sarà un successo”.

[1]https://tfl.gov.uk/corporate/publications-and-reports/rail-and-underground-panel

[2] John Downes, Head of Engineering Governance and sSrvices.

[3]https://tfl.gov.uk/corporate/publications-and-reports/rail-and-underground-panel

Rilasciata la nuova versione degli standard BIM statunitensi

È notizia di questi giorni il rilascio della versione aggiornata degli standard BIM statunitensi. Si tratta della versione 3[1], completamente riscritta rispetto alle precedenti edizioni.

Dalla versione 1 del 2007, passando alla v2 del 2012 fino ad arrivare alla attuale v3 copertinadelle NBIMS-US ™ si è passati da una concezione chiusa ad una aperta e condivisa delle norme.

L’attuale versione 3 è frutto infatti di un intenso lavoro di revisione ed implementazione di osservazioni ricevute da professionisti convolti nella filiera BIM.

Oltre 3000 pagine suddivise in circa cinquanta documenti diversi, permettono di offrire una panoramica aggiornata dello stato dell’arte del BIM negli USA e degli standard di riferimento principali.

I documenti pubblicati si occupano di molti aspetti e caratteristiche della progettazione BIM quali ad esempio:

standard di riferimento;

gestione del formato IFC;

IFD library;

LOD;

uso del BCF;

COBie ;

tabelle OmniClass;

Ogni argomento considerato è messo in relazione con le norme ISO pubblicate fino ad oggi.

Si tratta di un’opera particolarmente ricca di contenuti e che sarà di riferimento per il mondo della progettazione BIM anche al di fuori degli USA (come già era avvenuto a suo tempo con la v2 delle NBIMS-US ™ che furono parziamente adottate in alcune norme e standard BIM mondiali).

Per maggiori approfondimenti consigliamo di scaricare la v3 degli standard disponibile gratuitamente sul sito del National BIM Standards United States[2].

[1] https://www.nationalbimstandard.org/nbims-us

[2] https://www.nationalbimstandard.org/

Il BIM a Expo Milano 2015

Expo Milano 2015 è attualmente in corso e si sta dimostrando un successo in termini di iniziative e visitatori. Il tema dell’esposizione “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” di stringente attualità è stato oggetto di profonde riflessioni, scatenando consensi e opposizioni in tutto il mondo.
Oltre al tema “ufficiale”, questa esposizione non ha smentito la tradizione che oramai da molte edizioni, vede le esposizioni universali comelaboratori di architettura. Infatti la complessità di un evento come questo necessita di una pianificazione prima di tutto di livello urban   o e successivamente, a parte gli aspetti strettamente logistici, di una progettualità che riesce a liberare la creatività di architetti e designer provenienti da tutto il mondo.
Per Expo Milano 2015 sono state concepite opere di architettura e di ingegneria davvero originali e in certi casi innovative. Non è da dimenticare l’aspetto della temporaneità di molte delle strutture. Questa caratteristica ha imposto ai progettisti decisioni che hanno avuto una ricaduta sulle scelte progettuali delle strutture. Inoltre, per non rendere troppo semplice il lavoro, il fattore tempo è stato un nemico. Tutti conosciamo il poco tempo messo a disposizione per la costruzione dei padiglioni e delle strutture accessorie, e tutti conosciamo anche le polemiche che questo poco tempo ha generato.
Non però questo il luogo in cui dare corso a discussioni di questo tipo, ma piuttosto per approfondire come alcune delle architetture di Expo, talune delle quali sono ormai oggi icone stesse della manifestazione, siano state progettate e costruite dal punto di vista strutturale. Parliamo di Palazzo Italia e tra gli altri del padiglione degli Emirati Arabi Uniti, uno tra i più visitati dell’esposizione.
Le strutture sopra citate hanno in comune la modalità di progettazione ovvero l’uso del metodo BIM (Building Information Modeling) e l’impiego di strumenti informatici avanzati per la modellazione, la verifica strutturale e la produzione delle strutture.
figura 1 bimIl BIM è sicuramente stato la chiave di volta per affrontare, in poco tempo, la complessità di Palazzo Italia e della sua copertura. Progettato dallo studio Nemesi & Partner, ha visto un gruppo di studi di ingegneria impegnati nella realizzazione delle complesse strutture, prima simulate in 3D con il software BIM Tekla Structures poi passate alla verifica strutturale con il software Midas Gen. Proprio sull’esperienza di Palazzo Italia riportiamo la testimonianza dell’Ing. Michele Capè, Titolare dell’omonimo studio di Milano, che è stato tra i protagonisti della progettazione/costruzione di Palazzo Italia: “Palazzo Italia è stata un’esperienza di applicazione BIM: i modelli prodotti da ciascun interlocutore sono stati scambiati attraverso un sito ftp di interscambio in cui venivano caricati i modelli aggiornati con cadenza settimanale o bisettimanale.
In tal senso Tekla Structures, software per la progettazione delle opere strutturali in acciaio e in cemento armato, permettendo la cfigura 2 bimondivisione delle informazioni fra i vari professionisti coinvolti, si è rivelato un valido strumento non solo in fase progettuale ma anche in quella costruttiva come in quella di montaggio e assemblaggio dell’opera. A causa di geometrie complesse, sarebbe stato quasi impossibile tradurre l’intera struttura in disegni 2D. Il modello IFC 3D di ogni singolo assieme è più utile e affidabile per il costruttore per ottenere la corretta geometria. Tutte le parti sono state tagliate al laser utilizzando direttamente il file IFC del singolo elemento. In cantiere il modello BIM è stato molto utile per mostrare i dettagli rilevanti e per risolvere le criticità riscontrate a livello topografico…”
figura 3 bim
Il padiglione degli Emirati Arabi Uniti è uno tra i più visitati, grazie alle linee architettoniche, frutto del lavoro dello studio inglese Foster + Partners. Il padiglione ha la sorprendente forma evocativa delle dune del deserto. Dietro a queste curve armoniose c’è una struttura, altrettanto sorprendente, mista di acciaio e cemento prefabbricato, per la quale il metodo BIM è stato indispensabile al fine delle corretta realizzazione.
figura 4 bimLa Amsis Progetti di Adro (BS), su incarico della Stahlbau Pichler di Bolzano, si è occupata delle strutture. Il titolare Geom. Alberto Felotti mette in evidenza i vantaggi che il BIM e Tekla Structures hanno generato in questa commessa: “Per la realizzazione della struttura sono stati prodotti più di 10000 normalini, più di 5000 disegni costruttivi, 100 schemi di montaggio, il tutto per rendere più chiara e fluida la realizzazione e la posa in opera. Questa mole di lavoro è stata affrontata con Tekla Structures che ha permesso di migliorare qualitativamente lo sviluppo della carpenteria metallica grazie allo studio tridimensionale delle strutture. L’ irregolarità della struttura ha prodotto nodi di varia tipologia; per questo motivo la scelta idonea è stata la modellazione interattiva offerta da Tekla Structures. La realizzazione del modello BIM è stata effettuata secondo lo stato avanzamento lavori e suddivisa per i settori. La difficoltà più evidente è stata l’adattamento con la geometria irregolare dei pannelli prefabbricati che emulano le dune di sabbia.”
Altri studi di ingegneria e carpenterie italiane hanno contribuito alla costruzioni di strutture per Expo utilizzando il metodo BIM, tra questi possiamo citare
Copertura di Palazzo Italia: Stahlbau Pichler – Bolzano, Delta Ingegneria – Arco (TN). Software utilizzati: Tekla Structures e Midas Gen.
Strutture dell’Expo Center: Building Project – Conegliano (TV) Software utilizzato: Tekla Structures.
Padiglione Indonesia: Comeva – Gordona (SO) Software utilizzato: Midas Gen
Padiglione Brasile e Clusters Riso e Cacao: ETS – Villa d’Alme (BG): Software utilizzato: Midas Gen
 
Per ciascuno di loro il BIM ha portato vantaggi concreti nell’affrontare queste particolari commesse.
In Harpaceas siamo particolarmente orgogliosi di queste realizzazioni curate da nostri clienti. L’attività di promozione e implementazione del BIM, che l’azienda mette in campo, vede in queste strutture l’applicazione concreta e la realizzazione dei vantaggi che questa metodologia offre. E’ nostro intento infatti raccogliere tutte queste esperienze in un documento illustrativo che sarà la prosecuzione di questo breve articolo che per necessità ha solo accennato ad alcuni aspetti dei progetti realizzati da nostri clienti per Expo Milano 2015.

Il BIM in Europa: aggiornamenti

bim francia germania spagna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il BIM si sta diffondendo a livello europeo. Con questo appuntamento vi aggiorniamo sulle più recenti iniziative riguardanti Francia, Germania e Spagna.

Francia

Nel maggio 2014 viene definita la “Numérique et Bâtiment” nell’ambito del “Plan de la relance de la construction”, a cura del Ministre de l’égalité des territoires, du logement et de la ruralité. Obiettivi principali di questo piano sono: costruire e ristrutturare di più e meglio le abitazioni, il rispetto ambientale e la riduzione dei costi.

Con il “Plan de la relance de la constructionsi invita lo Stato ad investire nel BIM sia attivando una serie di concertazioni tra le parti produttive del Paese, sia per generare un “effetto a catena” che permetta di sviluppare l’uso del BIM a larga scala.

Il Ministero degli Alloggi, della parità tra i territori e della ruralità, sta lavorando ad un documento che si pensa permetterà a partire dal 2017 di utilizzare il BIM nella filiera delle costruzioni.

Germania

La situazione del settore delle costruzioni in Germania è piuttosto frammentata e atipica rispetto ad altri paesi europei. Solo a metà 2014 si è deciso di pianificare un approccio del settore al metodo BIM attraverso una serie di progetti pilota e sperimentazioni. Risulta ancora complesso capire come riuscire a coinvolgere in modo coordinato le PMI, Regioni e associazioni professionali (che richiedono un approccio graduale). Per raggiungere in tempi ragionevoli gli obiettivi previsti è stata istituita una task force riconosciuta dallo Stato Federale, la Reformkommission Bau von Großprojekten costituita dai principali enti ed attori coinvolti nel mondo delle costruzioni ed infrastrutture.

Il 29 giugno 2015 la Commissione ha deliberato il “Final report of the Major Projects Reform Commission” che indica un “piano di azione in 10 punti”. Il primo di questi punti definisce prioritario l’uso del BIM.

Spagna

Nell’ambito del convegno EUBIM 2013, primo congresso in territorio spagnolo dedicato al BIM e le Costruzioni, tenutosi nel marzo 2013 a Valencia, si è aperta ufficialmente l’era del BIM per la penisola iberica. Con la sigla uBIM, sono stati avviati i lavori per realizzare una guida BIM in castigliano (rese disponibili l’anno successivo). Essenzialmente si tratta di un adattamento delle COBIM 2012 finlandesi agli standard e alle normative vigenti in Spagna.

A seguito delle attività di questi anni svolti dal capitolo spagnolo di BuildingSMART il 15 luglio 2015 il Ministerio de Fomento ha istituito una Commissione BIM nazionale che ha come obiettivo principale la diffusione e uso del BIM in Spagna. Il tutto verrà favorito attraverso progetti pilota, bandi pubblici BIM e coinvolgimento delle principali imprese nazionali.

 

Oltre il model checking

Controllare il LOD attraverso Solibri Model Checker

Figura 1 - verifica dei LOD assegnati alla struttura (fonte Solibri)

Un programma di model checking non serve solo per realizzare delle analisi di clash detection dettagliate. Esiste anche la possibilità di utilizzare il modello IFC per verificare la rispondenza a determinate norme o standard progettuali richiesti.

Stiamo parlando della possibilità di creare regole (rules) che permettono di controllare il modello e restituirne i risultati. In precedenti articoli abbiamo visto come una delle caratteristiche della progettazione BIM sia quella di realizzare il progetti con un LOD (Level of Development) specifico in funzione della fase progettuale.

Figura 1 – verifica dei LOD assegnati alla struttura (fonte Solibri)

Il BIM manager della commessa ha bisogno di verificare durante il periodo dedicato allo sviluppo del progetto il corretto sviluppo della struttura e l’applicazione dei LOD concordati. Per aiutarlo in questa fase di controllo e rendere la verifica veloce e sicura, il BIM manager può avvalersi di specifiche regole sviluppate nel Model Checker (in questo caso Solibri MC[1]) per avere un risultato rapido e facilmente interpretabile anche in caso di strutture particolarmente complesse.

[1] http://www.solibri.com/

Il BIM e la stampa 3D

 

file-amf-stampa-3dTra le possibilità di esportazione presenti nei principali software BIM di authoring, quella per le stampanti 3D è forse una delle meno conosciute. Il principale formato di file utilizzato è quello per la stereolitografia (STL) che vanta ormai diversi decenni di vita (fu creato a metà degli anni ’80), ultimamente affiancato da formati più moderni e performanti quali l’AMF (Additive Manufacturing File Format) o il PLY (Polygon File Format).

 

 

 file AMF e stampa 3D

 

Potenzialità in ambito BIMstampa 3D da modello BIM architettonico

La stampa 3D permette di ottenere dal modello BIM una replica tridimensionale in scala, a colori o monocromatica.

Una stampa 3D può quindi essere utilizzata per spiegare meglio la struttura a committenti che non sono tecnici. Può essere utilizzata per simulazioni di funzionamento e può rendere evidenti problemi di produzione di quel determinato componente.

 

 

 

   stampa 3D da modello BIM architettonico

Principali vantaggi della stampa 3D

 

  • Personalizzazione

I processi di stampa 3D permettono la personalizzazione a costi estremamente ridotti.  Si possono produrre varianti dello stesso modello senza particolari costi aggiuntivi.

 

  • Complessità

L’avvento della stampa 3D ha visto una proliferazione di prodotti (progettati in ambienti digitali), che comportano livelli di complessità che semplicemente non potrebbero essere prodotti in altro modo.

 

  • Sostenibilità

La stampa 3D è anche una tecnologia sostenibile che può fornire efficienze ambientali in termini di processo produttivo, avendo ridotti scarti di produzione e impiegando materiali riciclati. Inoltre, attraverso la modalità di stampa “a richiesta” elimina le scorte di magazzino.

 

  • Stampa modelli architettonici in scala reale

Recentemente alcuni architetti visionari stanno cercando di utilizzare la stampa 3D come un metodo di costruzione diretta. La ricerca è stata condotta in un certo numero di organizzazioni su questo fronte, in particolare Loughborough University , Contour Crafting  e Universe Architecture.

 

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