Il Level 2 BIM, nel progetto della metropolitana di Londra

La Metropolitana di Londra si sta preparando a richiedere, a partire dall’Aprile 2016, che i progetti vengano realizzati almeno a Level 2 BIM.[1]

La direzione strategica è verso un futuro digitale, l’unica domanda è a quale livello possiamo svilupparlo. Tutto quello che stiamometro facendo è guidato dal valore e dal beneficio in modo da non raccogliere dati di cui non necessitiamo”.[2]

La Metropolitana di Londra ha intrapreso una “fase di esplorazione”, dove LU ha lavorato a progetti di sperimentazione, compresi gli aggiornamenti diVictoria Statione di Bank Station, per provare e testare diverse applicazioni ed implementazioni del metodo BIM.

Le sperimentazioni suddette sono state sviluppate sotto il controllo del Rail & Underground Panel[3].

Downes è convinto che il BIM contribuirà a rendere più efficiente la gestione della metropolitana: “Anche se la previsione di risparmio non raggiungerà il 20% annunciato dal Governo, ogni punto percentuale risparmiato sarà un successo”.

[1]https://tfl.gov.uk/corporate/publications-and-reports/rail-and-underground-panel

[2] John Downes, Head of Engineering Governance and sSrvices.

[3]https://tfl.gov.uk/corporate/publications-and-reports/rail-and-underground-panel

Rilasciata la nuova versione degli standard BIM statunitensi

È notizia di questi giorni il rilascio della versione aggiornata degli standard BIM statunitensi. Si tratta della versione 3[1], completamente riscritta rispetto alle precedenti edizioni.

Dalla versione 1 del 2007, passando alla v2 del 2012 fino ad arrivare alla attuale v3 copertinadelle NBIMS-US ™ si è passati da una concezione chiusa ad una aperta e condivisa delle norme.

L’attuale versione 3 è frutto infatti di un intenso lavoro di revisione ed implementazione di osservazioni ricevute da professionisti convolti nella filiera BIM.

Oltre 3000 pagine suddivise in circa cinquanta documenti diversi, permettono di offrire una panoramica aggiornata dello stato dell’arte del BIM negli USA e degli standard di riferimento principali.

I documenti pubblicati si occupano di molti aspetti e caratteristiche della progettazione BIM quali ad esempio:

standard di riferimento;

gestione del formato IFC;

IFD library;

LOD;

uso del BCF;

COBie ;

tabelle OmniClass;

Ogni argomento considerato è messo in relazione con le norme ISO pubblicate fino ad oggi.

Si tratta di un’opera particolarmente ricca di contenuti e che sarà di riferimento per il mondo della progettazione BIM anche al di fuori degli USA (come già era avvenuto a suo tempo con la v2 delle NBIMS-US ™ che furono parziamente adottate in alcune norme e standard BIM mondiali).

Per maggiori approfondimenti consigliamo di scaricare la v3 degli standard disponibile gratuitamente sul sito del National BIM Standards United States[2].

[1] https://www.nationalbimstandard.org/nbims-us

[2] https://www.nationalbimstandard.org/

Il BIM a Expo Milano 2015

Expo Milano 2015 è attualmente in corso e si sta dimostrando un successo in termini di iniziative e visitatori. Il tema dell’esposizione “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” di stringente attualità è stato oggetto di profonde riflessioni, scatenando consensi e opposizioni in tutto il mondo.
Oltre al tema “ufficiale”, questa esposizione non ha smentito la tradizione che oramai da molte edizioni, vede le esposizioni universali comelaboratori di architettura. Infatti la complessità di un evento come questo necessita di una pianificazione prima di tutto di livello urban   o e successivamente, a parte gli aspetti strettamente logistici, di una progettualità che riesce a liberare la creatività di architetti e designer provenienti da tutto il mondo.
Per Expo Milano 2015 sono state concepite opere di architettura e di ingegneria davvero originali e in certi casi innovative. Non è da dimenticare l’aspetto della temporaneità di molte delle strutture. Questa caratteristica ha imposto ai progettisti decisioni che hanno avuto una ricaduta sulle scelte progettuali delle strutture. Inoltre, per non rendere troppo semplice il lavoro, il fattore tempo è stato un nemico. Tutti conosciamo il poco tempo messo a disposizione per la costruzione dei padiglioni e delle strutture accessorie, e tutti conosciamo anche le polemiche che questo poco tempo ha generato.
Non però questo il luogo in cui dare corso a discussioni di questo tipo, ma piuttosto per approfondire come alcune delle architetture di Expo, talune delle quali sono ormai oggi icone stesse della manifestazione, siano state progettate e costruite dal punto di vista strutturale. Parliamo di Palazzo Italia e tra gli altri del padiglione degli Emirati Arabi Uniti, uno tra i più visitati dell’esposizione.
Le strutture sopra citate hanno in comune la modalità di progettazione ovvero l’uso del metodo BIM (Building Information Modeling) e l’impiego di strumenti informatici avanzati per la modellazione, la verifica strutturale e la produzione delle strutture.
figura 1 bimIl BIM è sicuramente stato la chiave di volta per affrontare, in poco tempo, la complessità di Palazzo Italia e della sua copertura. Progettato dallo studio Nemesi & Partner, ha visto un gruppo di studi di ingegneria impegnati nella realizzazione delle complesse strutture, prima simulate in 3D con il software BIM Tekla Structures poi passate alla verifica strutturale con il software Midas Gen. Proprio sull’esperienza di Palazzo Italia riportiamo la testimonianza dell’Ing. Michele Capè, Titolare dell’omonimo studio di Milano, che è stato tra i protagonisti della progettazione/costruzione di Palazzo Italia: “Palazzo Italia è stata un’esperienza di applicazione BIM: i modelli prodotti da ciascun interlocutore sono stati scambiati attraverso un sito ftp di interscambio in cui venivano caricati i modelli aggiornati con cadenza settimanale o bisettimanale.
In tal senso Tekla Structures, software per la progettazione delle opere strutturali in acciaio e in cemento armato, permettendo la cfigura 2 bimondivisione delle informazioni fra i vari professionisti coinvolti, si è rivelato un valido strumento non solo in fase progettuale ma anche in quella costruttiva come in quella di montaggio e assemblaggio dell’opera. A causa di geometrie complesse, sarebbe stato quasi impossibile tradurre l’intera struttura in disegni 2D. Il modello IFC 3D di ogni singolo assieme è più utile e affidabile per il costruttore per ottenere la corretta geometria. Tutte le parti sono state tagliate al laser utilizzando direttamente il file IFC del singolo elemento. In cantiere il modello BIM è stato molto utile per mostrare i dettagli rilevanti e per risolvere le criticità riscontrate a livello topografico…”
figura 3 bim
Il padiglione degli Emirati Arabi Uniti è uno tra i più visitati, grazie alle linee architettoniche, frutto del lavoro dello studio inglese Foster + Partners. Il padiglione ha la sorprendente forma evocativa delle dune del deserto. Dietro a queste curve armoniose c’è una struttura, altrettanto sorprendente, mista di acciaio e cemento prefabbricato, per la quale il metodo BIM è stato indispensabile al fine delle corretta realizzazione.
figura 4 bimLa Amsis Progetti di Adro (BS), su incarico della Stahlbau Pichler di Bolzano, si è occupata delle strutture. Il titolare Geom. Alberto Felotti mette in evidenza i vantaggi che il BIM e Tekla Structures hanno generato in questa commessa: “Per la realizzazione della struttura sono stati prodotti più di 10000 normalini, più di 5000 disegni costruttivi, 100 schemi di montaggio, il tutto per rendere più chiara e fluida la realizzazione e la posa in opera. Questa mole di lavoro è stata affrontata con Tekla Structures che ha permesso di migliorare qualitativamente lo sviluppo della carpenteria metallica grazie allo studio tridimensionale delle strutture. L’ irregolarità della struttura ha prodotto nodi di varia tipologia; per questo motivo la scelta idonea è stata la modellazione interattiva offerta da Tekla Structures. La realizzazione del modello BIM è stata effettuata secondo lo stato avanzamento lavori e suddivisa per i settori. La difficoltà più evidente è stata l’adattamento con la geometria irregolare dei pannelli prefabbricati che emulano le dune di sabbia.”
Altri studi di ingegneria e carpenterie italiane hanno contribuito alla costruzioni di strutture per Expo utilizzando il metodo BIM, tra questi possiamo citare
Copertura di Palazzo Italia: Stahlbau Pichler – Bolzano, Delta Ingegneria – Arco (TN). Software utilizzati: Tekla Structures e Midas Gen.
Strutture dell’Expo Center: Building Project – Conegliano (TV) Software utilizzato: Tekla Structures.
Padiglione Indonesia: Comeva – Gordona (SO) Software utilizzato: Midas Gen
Padiglione Brasile e Clusters Riso e Cacao: ETS – Villa d’Alme (BG): Software utilizzato: Midas Gen
 
Per ciascuno di loro il BIM ha portato vantaggi concreti nell’affrontare queste particolari commesse.
In Harpaceas siamo particolarmente orgogliosi di queste realizzazioni curate da nostri clienti. L’attività di promozione e implementazione del BIM, che l’azienda mette in campo, vede in queste strutture l’applicazione concreta e la realizzazione dei vantaggi che questa metodologia offre. E’ nostro intento infatti raccogliere tutte queste esperienze in un documento illustrativo che sarà la prosecuzione di questo breve articolo che per necessità ha solo accennato ad alcuni aspetti dei progetti realizzati da nostri clienti per Expo Milano 2015.

Il BIM in Europa: aggiornamenti

bim francia germania spagna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il BIM si sta diffondendo a livello europeo. Con questo appuntamento vi aggiorniamo sulle più recenti iniziative riguardanti Francia, Germania e Spagna.

Francia

Nel maggio 2014 viene definita la “Numérique et Bâtiment” nell’ambito del “Plan de la relance de la construction”, a cura del Ministre de l’égalité des territoires, du logement et de la ruralité. Obiettivi principali di questo piano sono: costruire e ristrutturare di più e meglio le abitazioni, il rispetto ambientale e la riduzione dei costi.

Con il “Plan de la relance de la constructionsi invita lo Stato ad investire nel BIM sia attivando una serie di concertazioni tra le parti produttive del Paese, sia per generare un “effetto a catena” che permetta di sviluppare l’uso del BIM a larga scala.

Il Ministero degli Alloggi, della parità tra i territori e della ruralità, sta lavorando ad un documento che si pensa permetterà a partire dal 2017 di utilizzare il BIM nella filiera delle costruzioni.

Germania

La situazione del settore delle costruzioni in Germania è piuttosto frammentata e atipica rispetto ad altri paesi europei. Solo a metà 2014 si è deciso di pianificare un approccio del settore al metodo BIM attraverso una serie di progetti pilota e sperimentazioni. Risulta ancora complesso capire come riuscire a coinvolgere in modo coordinato le PMI, Regioni e associazioni professionali (che richiedono un approccio graduale). Per raggiungere in tempi ragionevoli gli obiettivi previsti è stata istituita una task force riconosciuta dallo Stato Federale, la Reformkommission Bau von Großprojekten costituita dai principali enti ed attori coinvolti nel mondo delle costruzioni ed infrastrutture.

Il 29 giugno 2015 la Commissione ha deliberato il “Final report of the Major Projects Reform Commission” che indica un “piano di azione in 10 punti”. Il primo di questi punti definisce prioritario l’uso del BIM.

Spagna

Nell’ambito del convegno EUBIM 2013, primo congresso in territorio spagnolo dedicato al BIM e le Costruzioni, tenutosi nel marzo 2013 a Valencia, si è aperta ufficialmente l’era del BIM per la penisola iberica. Con la sigla uBIM, sono stati avviati i lavori per realizzare una guida BIM in castigliano (rese disponibili l’anno successivo). Essenzialmente si tratta di un adattamento delle COBIM 2012 finlandesi agli standard e alle normative vigenti in Spagna.

A seguito delle attività di questi anni svolti dal capitolo spagnolo di BuildingSMART il 15 luglio 2015 il Ministerio de Fomento ha istituito una Commissione BIM nazionale che ha come obiettivo principale la diffusione e uso del BIM in Spagna. Il tutto verrà favorito attraverso progetti pilota, bandi pubblici BIM e coinvolgimento delle principali imprese nazionali.

 

Oltre il model checking

Controllare il LOD attraverso Solibri Model Checker

Figura 1 - verifica dei LOD assegnati alla struttura (fonte Solibri)

Un programma di model checking non serve solo per realizzare delle analisi di clash detection dettagliate. Esiste anche la possibilità di utilizzare il modello IFC per verificare la rispondenza a determinate norme o standard progettuali richiesti.

Stiamo parlando della possibilità di creare regole (rules) che permettono di controllare il modello e restituirne i risultati. In precedenti articoli abbiamo visto come una delle caratteristiche della progettazione BIM sia quella di realizzare il progetti con un LOD (Level of Development) specifico in funzione della fase progettuale.

Figura 1 – verifica dei LOD assegnati alla struttura (fonte Solibri)

Il BIM manager della commessa ha bisogno di verificare durante il periodo dedicato allo sviluppo del progetto il corretto sviluppo della struttura e l’applicazione dei LOD concordati. Per aiutarlo in questa fase di controllo e rendere la verifica veloce e sicura, il BIM manager può avvalersi di specifiche regole sviluppate nel Model Checker (in questo caso Solibri MC[1]) per avere un risultato rapido e facilmente interpretabile anche in caso di strutture particolarmente complesse.

[1] http://www.solibri.com/

Il BIM e la stampa 3D

 

file-amf-stampa-3dTra le possibilità di esportazione presenti nei principali software BIM di authoring, quella per le stampanti 3D è forse una delle meno conosciute. Il principale formato di file utilizzato è quello per la stereolitografia (STL) che vanta ormai diversi decenni di vita (fu creato a metà degli anni ’80), ultimamente affiancato da formati più moderni e performanti quali l’AMF (Additive Manufacturing File Format) o il PLY (Polygon File Format).

 

 

 file AMF e stampa 3D

 

Potenzialità in ambito BIMstampa 3D da modello BIM architettonico

La stampa 3D permette di ottenere dal modello BIM una replica tridimensionale in scala, a colori o monocromatica.

Una stampa 3D può quindi essere utilizzata per spiegare meglio la struttura a committenti che non sono tecnici. Può essere utilizzata per simulazioni di funzionamento e può rendere evidenti problemi di produzione di quel determinato componente.

 

 

 

   stampa 3D da modello BIM architettonico

Principali vantaggi della stampa 3D

 

  • Personalizzazione

I processi di stampa 3D permettono la personalizzazione a costi estremamente ridotti.  Si possono produrre varianti dello stesso modello senza particolari costi aggiuntivi.

 

  • Complessità

L’avvento della stampa 3D ha visto una proliferazione di prodotti (progettati in ambienti digitali), che comportano livelli di complessità che semplicemente non potrebbero essere prodotti in altro modo.

 

  • Sostenibilità

La stampa 3D è anche una tecnologia sostenibile che può fornire efficienze ambientali in termini di processo produttivo, avendo ridotti scarti di produzione e impiegando materiali riciclati. Inoltre, attraverso la modalità di stampa “a richiesta” elimina le scorte di magazzino.

 

  • Stampa modelli architettonici in scala reale

Recentemente alcuni architetti visionari stanno cercando di utilizzare la stampa 3D come un metodo di costruzione diretta. La ricerca è stata condotta in un certo numero di organizzazioni su questo fronte, in particolare Loughborough University , Contour Crafting  e Universe Architecture.

 

 > Guarda le precedenti BIM News

 

Formazione e approccio BIM per una progettazione ottimale

 Utilizzare un software BIM, come già abbiamo visto in altri appuntamenti di questa rubrica, non significa che si possa figura1avere una interoperabilità ottimale con altri software senza un controllo consapevole di alcuni parametri e funzioni disponibili nel software utilizzato.

Un esempio tipico è offerto dai nodi nella progettazione strutturale.

Se il progettista modella gli elementi senza particolare attenzione o metodo, c’è il rischio che il collega che riceve il file per eseguire la verifica strutturale dell’opera debba intervenire per correggere incongruenze o inesattezze come quelle evidenziate nella Fig.1. Progettare utilizzando strumenti BIM comporta che il professionista sia consapevole di quanto sta realizzando e di quali siano le metodologie da impiegare nel software impiegato affinché si ottenga il risultato desiderato senza ulteriori elaborazioni e controlli.

A seguito di una corretta formazione sull’uso del software BIM impiegato, così come grazie ad una serie di utili figura2accorgimenti e di consigli su quale strategia di modellazione convenga utilizzare, è possibile ottenere un risultato come quello visibile in Fig.2.

Grazie alla nostra esperienza pluriennale possiamo offrire la formazione adeguata per poter risolvere i vostri dubbi e ottimizzare il processo BIM nella vostra realtà.

Per maggiori informazioni visita il sito web Harpaceas cliccando qui.

Eletto il nuovo Consiglio Direttivo di Building Smart Italia

BSIMilano, 04/06/2015

 

Lo scorso 22 Maggio, in occasione dell’Assemblea Straordinaria dell’Associazione Building Smart Italia, il capitolo italiano dell’Associazione mondiale che definisce gli standard per l’OpenBIM, che ha provveduto all’approvazione del nuovo Statuto, è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo composto da:

• Lorenzo Bellicini, del CRESME
• Luigi Cesca, di Cimolai
• Angelo Ciribini, dell’Università di Brescia
• Luca Ferrari, di Harpaceas
• Marco Perazzi, di UNICMI
• Federico Sablone, di Italferr

Ricordiamo che Building Smart Italia è presieduto di diritto da Stefano Della Torre, essendo il Direttore pro-tempore del dipartimento ABC del Politecnico di Milano presso il quale, più di dieci anni fa prese vita l’Associazione.
Sicuramente il nuovo Consiglio, che resterà in carica tre anni, può dirsi rappresentativo di molte delle componenti della “filiera” delle Costruzioni che, nei diversi ambiti operativi, sono coinvolte dalla “rivoluzione BIM”.
Nella successiva riunione del Consiglio Direttivo sono poi state così attribuite le cariche sociali: la Vice-Presidenza è stata assegnata all’Ing. Luca Ferrari, l’Ing. Marco Perazzi è stato designato Tesoriere mentre il Prof. Angelo Ciribini è stato incaricato della Direzione Tecnica e dei Rapporti Internazionali.
Tra gli obiettivi principali di Building Smart Italia vi è senz’altro quello di porsi, analogamente a quanto fatto da altri Capitoli nazionali (ad esempio in Gran Bretagna, Francia, Germania e Paesi scandinavi, solo per limitarsi all’Europa) quale interlocutore privilegiato per il Governo per l’adozione di politiche che favoriscano la diffusione del BIM anche in Italia superando in questo modo l’attuale ritardo culturale e operativo.
L’impiego diffuso del BIM consentirebbe infatti da un lato di ridurre in maniera significativa i costi di costruzione e gestione di fabbricati e infrastrutture garantendo tra l’altro una maggiore trasparenza negli appalti pubblici (e tutti sanno quanto ce ne sarebbe bisogno nel nostro Paese!) – e dall’altro favorirebbe la maggior competitività sui mercati esteri da parte dei soggetti che, stante l’asfittico mercato domestico, stanno sempre più orientando il loro business in quella direzione.

c/o Politecnico di Milano
Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito
Department Architecture, Built environment and Construction engineering. ABC

Via Giuseppe Ponzio 31
20133 Milano
Tel. 02 2399 5177 – 02 2399 6037
Fax 02 2399 5195

Nuovi strumenti per il BIM to field e il Facility Management

Nuovi strumenti si stanno delineando a supporto del BIM to field e del rilievo semiautomatizzato.

Recentemente hanno cominciato ad essere disponibili sul mercato nuovi strumenti di rilievo ad alto grado di trasportabilità che rivoluzioneranno a breve le modalità di rilievo dell’esistente.

Si tratta di apparecchiature di rilievo fotogrammetrico 3D che grazie alla presenza di sensori, strumenti fotografici ad alta definizione, collegamento in tempo reale con GIS e autonomia energetica di diverse ore, permetteranno di elaborare in tempi brevissimi rilievi di edifici e di aree con una qualità assimilabile alle scansioni LIDAR.

L’operatore, munito di tablet di interfaccia con le apparecchiature presenti in questo speciale zaino potrà avere sempre il controllo della situazione.

Evidenti i vantaggi che si avranno sia nella fase di rilievo iniziale dell’esistente sia in quella più complessa che porta alla gestione della struttura e alla verifica di quanto realizzato.

Per maggiori approfondimenti si può scaricare il seguente documento.

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Figura 1- Strumentazione portatile di rilievo (dal sito Leica)

Il governo UK sottolinea l’importanza di raggiungere il BIM Level 3

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Pochi giorni fa il Dr Vince Cable ha annunciato il lancio di “Digital Built Britain” (DBB). Si tratta di un piano strategico per il BIM per il raggiungimento del Level 3 nel settore pubblico e privato.
Ricordiamo che nel 2011 il governo UK ha reso obbligatorio l’uso del Level 2 BIM su tutti i progetti del settore pubblico entro il 2016. Questa decisione coraggiosa ha portato governo e industria delle costruzioni a lavorare insieme per sviluppare le competenze del settore e ridurre i costi delle infrastrutture.

Figura 1- Digital Built Britain Operational Model

Il BIM è stato identificato come un contributo significativo che ha permesso di risparmiare nel 2013/14, 804 milioni di Sterline in costi di costruzione, come recentemente ha annunciato il Cabinet Office.
Lo sviluppo del Level 3, conosciuto come ” Digital Built Britain ” (DBB), comprenderà la collaborazione intersettoriale e l’opportunità di ripensare il modo in cui si gestisce l’ambiente costruito in modo da poter essere sicuri nel futuro di raggiungere gli obiettivi di bilancio, funzionalità, sostenibilità e crescita programmati.

Per maggiori approfondimenti si può scaricare il pdf di riferimento.