DDS-CAD: open BIM e interoperabilità

Chi utilizza quotidianamente uno strumento software ne conosce bene funzionalità e potenzialità. È per questo motivo che abbiamo chiesto all’Ing. Alessandro Laner, Direttore Tecnico di New Engineering Srl, di descriverci come open BIM e interoperabilità di DDS-CAD per la progettazione di impianti hanno migliorato i processi interni della società.

  1. DDS-CAD è uno strumento specialistico e indipendente. Quanto ritiene importanti queste caratteristiche per le sue attività?

DDS-CAD è uno strumento software specifico per modellazione e calcolo di impianti meccanici ed elettrici. Proprio per questo il software offre alcune funzionalità specifiche per semplificare il workflow di un progettista MEP. Ad esempio, DDS-CAD è in grado di connettere automaticamente le distribuzioni (tubazioni e canali) ed i dispositivi (sistemi scaldanti, sanitari, bocchette dell’aria, ecc..). Questo consente una notevole rapidità di inputazione delle reti nel software. La modifica delle stesse è immediata, rispetto ad altri software disponibili in commercio; le distribuzioni possono essere modificate a piacimento, pur senza intaccare le connessioni logiche definite in precedenza tra tubazioni/canali e dispositivi.
Il fatto che DDS-CAD sia indipendente, ovvero che non richieda l’acquisto di ulteriori software per il funzionamento, è una caratteristica che apprezziamo molto non dovendo affrontare ulteriori costi in termini di licenze software.

  1. DDS-CAD comprende al suo interno software di calcolo. Come questa funzionalità permette una maggiore efficienza delle sua attività?

DDS-CAD è uno strumento multi-funzionale:

  • è un modellatore BIM-MEP (e anche BIM-ARC, anche se tale funzionalità non è il “core” del software)
  • è uno strumento per la valutazione dei carichi termici di un edificio
  • è uno strumento per il dimensionamento e calcolo di reti di tubazioni, canali, circuiti elettrici
  • è infine uno strumento che consente di “mettere su carta” il progetto, arricchendo gli elaborati grafici di particolari in 3D che consentono di descrivere puntualmente le lavorazioni previste e da realizzare in cantiere.

Il fatto che tutto sia racchiuso in unico software permette di limitare gli sfridi nell’attività: non occorre infatti inputare gli stessi dati in strumenti software differenti per ottenere i risultati desiderati.

  1. La scelta di lavorare su piattaforme diverse, in quali aspetti ha reso più efficienti i vostri processi?

All’interno della nostra società utilizziamo numerosi software. Ad esempio per la progettazione strutturale utilizziamo Tekla Structures. Per la progettazione architettonica utilizziamo Autodesk Revit. Per la modellazione energetica ci affidiamo alla suite MC4 oppure alle simulazioni energetiche dinamiche con IES-VE. L’interoperabilità tra alcuni di questi software e DDS-CAD è pressoché ottima: attraverso l’utilizzo del formato di interscambio IFC riusciamo, ad esempio, a modellare gli impianti in DDS-CAD direttamente all’interno delle strutture elaborate con Tekla Structures ed importate in DDS-CAD. In altri casi l’utilizzo di piattaforme differenti non è indolore e necessita la ri-modellazione in entrambe le piattaforme. Questo è ad esempio il caso della modellazione energetica: l’utilizzo tal quale del modello architettonico nei software di modellazione energetica raramente va a buon fine perché il modello energetico necessita di semplificazioni geometriche inaccettabili nella modellazione architettonica.
In conclusione, ritengo che se potessimo elaborare il modello di un edificio in un’unica piattaforma, che consentisse di progettare tutte le discipline (ARC, STR, MEP, modellazione energetica, preventivazione, stima dei tempi, ecc..), saremmo esentati dal dover ri-modellare e ri-inputare i dati in software differenti. Allo stato attuale la tecnologia non è ancora disponibile per questo, pertanto ci siamo rivolti verso DDS-CAD che tra i software MEP disponibili è quello che consente di tenere in considerazioni il maggior numero di specialità.

  1. È una scelta che rifareste?

Abbiamo integrato l’utilizzo di DDS-CAD al nostro interno da circa due anni. La curva di apprendimento è piuttosto rapida: con sole 3 giornate di formazione da parte di Harpaceas eravamo già operativi in meno di una settimana e dopo nemmeno un paio di mesi dall’installazione di DDS-CAD stavamo consegnando il nostro primo progetto. Ovviamente per diventare degli “assi” e conoscere tutte le funzioni ci vuole più tempo.
Da allora DDS-CAD è il software che utilizziamo sempre per qualsiasi progetto MEP, al momento siamo molto soddisfatti e pertanto direi proprio che sì: rifaremmo la scelta fatta due anni fa.

  1. In generale, qual è la sua opinione sull’open BIM?

Come dicevamo precedentemente, l’open BIM ci consente di interoperare con altri software, senza dover inputare gli stessi dati più volte, su piattaforme differenti. Il passaggio tra piattaforme differenti sfruttando il formato IFC garantisce a noi progettisti di poterci scambiare dati, senza badare alle tecnologie a disposizione e pertanto senza doverci accollare l’acquisto di software specifici. Mi spiego meglio: grazie al formato IFC, posso visualizzare e ottenere le informazioni che mi servono dai miei colleghi strutturisti che utilizzano Tekla Structures, senza per questo avere bisogno di una versione del software licenziata sul mio pc. Mi basterà richiedere ai colleghi il modello IFC delle strutture; io potrò visualizzarle con uno dei numerosi visualizzatori gratuiti disponibili in rete (anche DDS-CAD fornisce un visualizzatore gratuito) oppure potrò importare direttamente l’IFC nel mio progetto DDS-CAD e lavorare quindi “all’interno del modello strutturale”.
In questo senso l’open BIM è fondamentale per farci risparmiare tempo e denaro.

L’Ing. Laner ci ha inoltre presentato la sua esperienza BIM con DDS-CAD su un progetto reale.

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