Delrio (Infranstrutture) e De Albertis (Presidente ANCE): “il BIM come valore e innovazione”

ANCI - comuni italiani in epoca di crisiE’ all’interno Convegno organizzato dall’Agenzia del Demanio intitolato: “Progetto fari: dalla consultazione pubblica ai bandi” che il Ministro delle Infrastutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha affermato: ” «La scelta decisiva è quella compiuta dal nuovo codice appalti in discussione alla Camera di non mettere più a gara progetti preliminari o definitivi. Se a questo aggiungiamo la valorizzazione dell’uso di tecnologie come il Bim, potremo controllare passo passo la qualità delle realizzazioni».

> Pubblicato su Edilizia e Territorio – Sole24Ore del 1 ottobre 2015

de-albertis-258Anche Claudio De Albertis, presidente dell’ANCE (Associazione Nazione Costruttori Edili), ha messo in evidenza l’innovazione che il BIM rappresenta nel settore delle infrastrutture. Durante il convegno: “Come progettare opere infrastrutturali di qualità” tenutosi a Roma il 30 settembre scorso, De Albertis afferma che: “…Tra l’altro, la diffusione, sempre maggiore, di sistemi di gestione integrata basati sul BIM, “Building Information Modeling”, impongono l’adozione di un approccio più sinergico tra tutte le fasi realizzative basato sull’ interoperabilità tra i vari soggetti coinvolti. Ciò tanto più se consideriamo che la stessa legislazione comunitaria, da recepire, non pone alcun limite all’appalto congiunto di progettazione ed esecuzione.”

E continua: “Come accennato precedentemente, l’adozione di un modello integrato di gestione dell’intero processo realizzativo, sarà la diretta conseguenza della diffusione del BIM, strumento che permette la gestione informatizzata e il coordinamento delle attività dei diversi operatori che partecipano alla realizzazione e gestione di un’opera edile, dai progettisti alle imprese di costruzione fino ai manutentori. Premessa del BIM è la consapevolezza che architettura, ingegneria e costruzioni sono attività collaborative che richiedono un continuo scambio di dati tra i diversi operatori coinvolti nel processo progettuale/realizzativo/gestionale. L’interoperabilità, ovvero la possibilità per gli operatori di scambiare informazioni tra di loro e utilizzarle attraverso diverse piattaforme software, è uno dei cambiamenti più significativi cui è chiamata l’intera filiera delle costruzioni, ed è anche uno dei requisiti essenziali affinché il BIM si diffonda come un’attività estesa all’intero ciclo di vita di un edificio o di una qualsiasi altra opera edile.

L’ANCE è pronta ad impegnarsi in questa sfida, nella consapevolezza che solo con un’azione sinergica tra professionisti, imprese e amministrazioni sia possibile riuscire a realizzare questa “rivoluzione”. Il BIM è uno strumento innovativo che richiede da parte di tutti una nuova mentalità, non deve limitarsi alla semplice adozione di una piattaforma informatica.”