Il BIM a Expo Milano 2015

Expo Milano 2015 è attualmente in corso e si sta dimostrando un successo in termini di iniziative e visitatori. Il tema dell’esposizione “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” di stringente attualità è stato oggetto di profonde riflessioni, scatenando consensi e opposizioni in tutto il mondo.
Oltre al tema “ufficiale”, questa esposizione non ha smentito la tradizione che oramai da molte edizioni, vede le esposizioni universali comelaboratori di architettura. Infatti la complessità di un evento come questo necessita di una pianificazione prima di tutto di livello urban   o e successivamente, a parte gli aspetti strettamente logistici, di una progettualità che riesce a liberare la creatività di architetti e designer provenienti da tutto il mondo.
Per Expo Milano 2015 sono state concepite opere di architettura e di ingegneria davvero originali e in certi casi innovative. Non è da dimenticare l’aspetto della temporaneità di molte delle strutture. Questa caratteristica ha imposto ai progettisti decisioni che hanno avuto una ricaduta sulle scelte progettuali delle strutture. Inoltre, per non rendere troppo semplice il lavoro, il fattore tempo è stato un nemico. Tutti conosciamo il poco tempo messo a disposizione per la costruzione dei padiglioni e delle strutture accessorie, e tutti conosciamo anche le polemiche che questo poco tempo ha generato.
Non però questo il luogo in cui dare corso a discussioni di questo tipo, ma piuttosto per approfondire come alcune delle architetture di Expo, talune delle quali sono ormai oggi icone stesse della manifestazione, siano state progettate e costruite dal punto di vista strutturale. Parliamo di Palazzo Italia e tra gli altri del padiglione degli Emirati Arabi Uniti, uno tra i più visitati dell’esposizione.
Le strutture sopra citate hanno in comune la modalità di progettazione ovvero l’uso del metodo BIM (Building Information Modeling) e l’impiego di strumenti informatici avanzati per la modellazione, la verifica strutturale e la produzione delle strutture.
figura 1 bimIl BIM è sicuramente stato la chiave di volta per affrontare, in poco tempo, la complessità di Palazzo Italia e della sua copertura. Progettato dallo studio Nemesi & Partner, ha visto un gruppo di studi di ingegneria impegnati nella realizzazione delle complesse strutture, prima simulate in 3D con il software BIM Tekla Structures poi passate alla verifica strutturale con il software Midas Gen. Proprio sull’esperienza di Palazzo Italia riportiamo la testimonianza dell’Ing. Michele Capè, Titolare dell’omonimo studio di Milano, che è stato tra i protagonisti della progettazione/costruzione di Palazzo Italia: “Palazzo Italia è stata un’esperienza di applicazione BIM: i modelli prodotti da ciascun interlocutore sono stati scambiati attraverso un sito ftp di interscambio in cui venivano caricati i modelli aggiornati con cadenza settimanale o bisettimanale.
In tal senso Tekla Structures, software per la progettazione delle opere strutturali in acciaio e in cemento armato, permettendo la cfigura 2 bimondivisione delle informazioni fra i vari professionisti coinvolti, si è rivelato un valido strumento non solo in fase progettuale ma anche in quella costruttiva come in quella di montaggio e assemblaggio dell’opera. A causa di geometrie complesse, sarebbe stato quasi impossibile tradurre l’intera struttura in disegni 2D. Il modello IFC 3D di ogni singolo assieme è più utile e affidabile per il costruttore per ottenere la corretta geometria. Tutte le parti sono state tagliate al laser utilizzando direttamente il file IFC del singolo elemento. In cantiere il modello BIM è stato molto utile per mostrare i dettagli rilevanti e per risolvere le criticità riscontrate a livello topografico…”
figura 3 bim
Il padiglione degli Emirati Arabi Uniti è uno tra i più visitati, grazie alle linee architettoniche, frutto del lavoro dello studio inglese Foster + Partners. Il padiglione ha la sorprendente forma evocativa delle dune del deserto. Dietro a queste curve armoniose c’è una struttura, altrettanto sorprendente, mista di acciaio e cemento prefabbricato, per la quale il metodo BIM è stato indispensabile al fine delle corretta realizzazione.
figura 4 bimLa Amsis Progetti di Adro (BS), su incarico della Stahlbau Pichler di Bolzano, si è occupata delle strutture. Il titolare Geom. Alberto Felotti mette in evidenza i vantaggi che il BIM e Tekla Structures hanno generato in questa commessa: “Per la realizzazione della struttura sono stati prodotti più di 10000 normalini, più di 5000 disegni costruttivi, 100 schemi di montaggio, il tutto per rendere più chiara e fluida la realizzazione e la posa in opera. Questa mole di lavoro è stata affrontata con Tekla Structures che ha permesso di migliorare qualitativamente lo sviluppo della carpenteria metallica grazie allo studio tridimensionale delle strutture. L’ irregolarità della struttura ha prodotto nodi di varia tipologia; per questo motivo la scelta idonea è stata la modellazione interattiva offerta da Tekla Structures. La realizzazione del modello BIM è stata effettuata secondo lo stato avanzamento lavori e suddivisa per i settori. La difficoltà più evidente è stata l’adattamento con la geometria irregolare dei pannelli prefabbricati che emulano le dune di sabbia.”
Altri studi di ingegneria e carpenterie italiane hanno contribuito alla costruzioni di strutture per Expo utilizzando il metodo BIM, tra questi possiamo citare
Copertura di Palazzo Italia: Stahlbau Pichler – Bolzano, Delta Ingegneria – Arco (TN). Software utilizzati: Tekla Structures e Midas Gen.
Strutture dell’Expo Center: Building Project – Conegliano (TV) Software utilizzato: Tekla Structures.
Padiglione Indonesia: Comeva – Gordona (SO) Software utilizzato: Midas Gen
Padiglione Brasile e Clusters Riso e Cacao: ETS – Villa d’Alme (BG): Software utilizzato: Midas Gen
 
Per ciascuno di loro il BIM ha portato vantaggi concreti nell’affrontare queste particolari commesse.
In Harpaceas siamo particolarmente orgogliosi di queste realizzazioni curate da nostri clienti. L’attività di promozione e implementazione del BIM, che l’azienda mette in campo, vede in queste strutture l’applicazione concreta e la realizzazione dei vantaggi che questa metodologia offre. E’ nostro intento infatti raccogliere tutte queste esperienze in un documento illustrativo che sarà la prosecuzione di questo breve articolo che per necessità ha solo accennato ad alcuni aspetti dei progetti realizzati da nostri clienti per Expo Milano 2015.