Marcatura dei prodotti per l’edilizia: nuove responsabilità (e sanzioni) previste

Solibri3Con il Consiglio dei ministri n.33 del 9 giugno è stato approvato un decreto legislativo che adegua la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento UE n.305/2001[1]. Il Regolamento UE n. 305/2011 è stato pubblicato nella G.U.U.E. 4 aprile 2011, n. L88 ed è entrato in vigore nel nostro ordinamento il 24 aprile 2011 e sostanzialmente riguarda la marcatura CE dei prodotti. Tra i principi e i criteri direttivi specifici di delega previsti dalla disposizione in esame, si segnalano:

  • la fissazione dei criteri per la nomina dei rappresentanti italiani all’interno del Comitato permanente per le costruzioni[2];
  • la previsione di disposizioni in tema di proventi e tariffe;
  • la previsione di sanzioni penali o amministrative per le violazioni degli obblighi derivanti dal regolamento.

Soprattutto quest’ultimo punto deve essere particolarmente tenuto presente dato che si parla di pene economiche ed è prevista la responsabilità penale diretta per il fornitore dei prodotti, per il Progettista, il Costruttore, il Direttore Lavori e il Direttore dell’Esecuzione o Collaudatore che prescrivono o utilizzino prodotti non certificati nella filiera di realizzazione dell’opera. A detta di molti esperti il Progettista (oltre sicuramente al Fabbricante e al Costruttore) è tra le figure della filiera che maggiormente sarà a rischio di sanzioni: troppi sono i prodotti presenti nella normale realizzazione di una costruzione, così come innumerevoli le possibili marcature assegnabili (per maggiori dettagli sulle sanzioni pecuniarie e penali si rimanda al testo integrale del Decreto Legislativo[3]). Ricordiamo quindi l’importanza che stanno assumendo nel mondo della progettazione BIM le piattaforme di Code checking quali Solibri™ Model Checker (SMC). “Solibri Model Checker (SMC)[4] è un software in grado di analizzare in modo automatico la qualità dei modelli 3D BIM e la loro rispondenza a specifiche normative.”[5] Grazie alle regole personalizzabili presenti in SMC, è possibile analizzare modelli multidisciplinari anche particolarmente complessi per intercettare ed evidenziare mancanze o anomalie. È possibile verificare la mancanza di materiali o voci assegnate ai singoli oggetti componenti il progetto, anche in presenza di strutture particolarmente articolate e complesse. Bisogna ricordare come in un modello IFC, ogni singolo oggetto sia identificabile in maniera univoca grazie al GUID[6]. Di conseguenza, ogni attributo assegnato ad un componente presente nel progetto, può essere relazionato direttamente con l’oggetto stesso in primo luogo, e poi in senso più ampio anche con la topologia di progetto (ovvero il dove sia quel preciso oggetto nel manufatto progettato), rendendo quindi possibili verifiche di varia natura. Considerando la possibilità di assegnare ad ogni oggetto presente nella progettazione attributi specifici relativi alle eventuali certificazioni necessarie, risulta particolarmente agevole rintracciare per quali oggetti non siano state definite e/o identificate.

[1] http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32011R0305&from=it

[2] https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/972620/index.html?stampa=si&part=dossier_dossier1-sezione_sezione14-h2_h29

[3] http://www.ingenio-web.it/immagini/CKEditor/IL-D-LGS-SULLA-COMMERCIALIZZAZIONE-DEI-PRODOTTI-DA-COSTRUZIONE.pdf

[4] https://harpaceas.it/solibri-model-checker/

[5] http://www.ingenio-web.it/Articolo/4899/Esemplificazione_di_code_checking_delle_norme_edilizie_nazionali_attraverso_l_uso_di_Solibri_Model_Checker.html

[6] http://www.buildingsmart-tech.org/implementation/get-started/ifc-guid