Perché certificarsi come esperto BIM?

Il 2 marzo 2020 è stata pubblicata la UNI/PdR 78:2020 “Requisiti per la valutazione di conformità alla UNI 11337-7:2018 ‘Edilizia e opere di ingegneria civile – Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni – Parte 7: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure professionali coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa’”.
In questo articolo, l’Ing. Marzia Folino, BIM Consultant di Harpaceas, spiega perchè è importante oggi per un professionista certificarsi come esperto BIM.

La digitalizzazione che sta influenzando il nostro settore, quello delle costruzioni e più in generale AEC(O) – Architecture Engineering Construction Operations, comporta la necessità di nuove competenze, certamente da aggiungere al bagaglio di competenze “tradizionali”.
Questo appare già abbastanza chiaro dal DM 560/2017, dove il “piano di formazione” è il primo dei tre adempimenti preliminari delle Stazioni Appaltanti pubbliche.
Anche la norma nazionale UNI 11337-7:2018 Gestione digitale dei processi informativi – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa ci aiuta a fare ordine. La norma volontaria è del tutto originale nel suo approccio così metodico e sistematico; essa elenca punto per punto quali dovrebbero essere compiti, conoscenze, abilità e competenze di ogni esperto BIM (attività professionale non regolamentata, come lo è anche la figura del Project Manager ad esempio), ovvero: CDE manager (figura inedita), BIM manager, BIM coordinator e BIM specialist.

È del tutto probabile che a lungo (lunghissimo credo) termine scompariranno queste funzioni così specialistiche, allo stesso modo con cui oggi non parliamo di “Esperto CAD” per contrapporlo a chi usa il tecnigrafo. Questo avverrà quando tutti noi avremo effettivamente e fattivamente interiorizzato i processi digitali.
Siamo però di fronte ad una rivoluzione, ad una vera Digital Transformation, quindi figure così specialistiche ed anche così trasversali sono di fondamentale importanza. Il passaggio che stiamo affrontando non è solo Digitization (un cambio di supporto, un passaggio da analogico a digitale), bensì Digitalization (un cambiamento all’interno dei nostri processi, un cambiamento del nostro modo di lavorare, un nuovo Mindset).

E allora come fare per orientarci in questo mercato così soggetto a cambiamenti veloci?

Definendo competenze chiare e cogliendo l’opportunità di vederle riconosciute. Occorre certamente sottolineare qui la differenza tra qualificazione, che pertiene la norma, e certificazione, che pertiene invece gli enti di certificazione (ACCREDIA nel nostro caso). Il professionista certificato ha l’opportunità di distinguersi dai competitor, promuovendo la propria figura, ed anche potendo dimostrare di operare con adeguata competenza e professionalità. La certificazione degli esperti BIM è un’opportunità ed un valore aggiunto, non un obbligo.

Come già anticipato, UNI ha pubblicato un documento che raccoglie prescrizioni relative a best practice in ambito “Requisiti per la valutazione di conformità alla UNI 11337-7:2018”, ovvero UNI/PdR 78:2020. Ti consiglio di leggere la Prassi per l’approfondimento circa le indicazioni che il Tavolo “Valutazione della conformità alla UNI 11337” ha dato in merito ai requisiti specifici per la valutazione di conformità di parte terza rivolta alle figure Esperti BIM.

Infine, mi piace sottolineare che la descrizione da UNI 11337-7:2018 degli esperti BIM è conforme al quadro europeo delle qualifiche (EQF – European Qualification Framework), inserendosi quindi nel contesto dell’Unione Europea come strumento utile alla mobilità delle persone e all’abbattimento delle barriere alla libera circolazione del capitale umano. Mai come ora probabilmente, in questo momento storico, con la pandemia da Covid-19 ancora in corso, abbiamo bisogno di tornare ad essere uniti e di tornare a spostarci con ancora più facilità di quanto ricordiamo.