I Requisiti Informativi di Progetto (PIR) secondo la ISO 19650

La UNI-EN-ISO 19650:2019, nella parte 1 (Concetti e principi), introduce il concetto di Project Information Requirements (PIR) per tutte le organizzazioni che adottano o sono interessate ad implementare il metodo BIM.

La gestione informativa è caratterizzata dall’organizzazione di una grande mole di dati: si pensi ai contenuti informativi provenienti dalla gestione dei tempi (4D), dei costi (5D), dei rischi e di tante altre dimensioni che concorrono all’information management di una commessa o di un asset. Questo genera una grande quantità di contenuti informativi che necessita di essere gestita e quindi di avere alla base una strutturazione di dati ben definita dall’azienda.
I dati vengono declinati dalla norma come requisiti informativi e nella parte 1 della ISO 19650 viene definita una gerarchia di requisiti informativi: OIR, PIR, AIR e EIR per i quali abbiamo già affrontato la loro definizione nell’articolo “UNI-EN-ISO 19650: Definizione dei requisiti informativi e modelli informativi”.

Questi “information requirements” si collocano all’interno di prodotti definiti dalla norma come “contenitori informativi” dando vita ai cosiddetti “modelli informativi”. I requisiti informativi di progetto (PIR) generano quindi il modello informativo di progetto (PIM).
La definizione del PIR, secondo la norma internazionale BIM, appartiene al committente trattandosi di requisiti interni all’organizzazione.

Figura 1 – Strutturazione requisiti informativi

Cosa sono i requisiti informativi di progetto (PIR)?

Il PIR è un modello di requisiti informativi di commessa generato dall’inquadramento dei macro-processi e/o processi presenti all’interno di una organizzazione per tutte le proprie commesse. Ai processi sono legate categorie di attività in funzione delle quali vengono definiti i requisiti informativi di progetto (PIR). Essi rappresentano il fabbisogno informativo dell’azienda ad un livello processuale e costituiscono un riferimento per la gestione informativa delle commesse e per una strutturazione lineare dei contenuti informativi ai successivi livelli di definizione.

Perché il committente dovrebbe definire il PIR?

Il PIR eredita il livello di caratteristiche definite dall’OIR (Organization Information Requirements), ovvero l’insieme di requisiti informativi ad un livello alto dell’azienda (strategie di mercato, business ecc). Dai requisiti informativi di progetto vengono definiti i requisiti di scambio informativo (EIR/CI), necessari per il dialogo con gli eventuali affidatari. L’obiettivo della committenza dovrebbe essere quello di predisporre un ordine relazionato di requisiti informativi, interno e verso l’esterno dell’organizzazione, al fine di poter gestire le commesse in BIM e quindi poter sviluppare un Sistema di Gestione BIM (SGBIM) conforme alla UNI/PdR 74:2019.
Il SGBIM può armonizzarsi e aggiungersi ai requisiti della ISO 9001, che non entra nel merito del “metodo” di lavoro ma ha lo scopo di dimostrare che i processi aziendali abbiano una strutturazione tale da garantire la soddisfazione del cliente finale, qualunque servizio o prodotto l’azienda offra.

Riduzione dei rischi derivanti dalla gestione informativa

Il PIR è uno dei pilastri per la definizione di un Sistema di Gestione BIM all’interno di un’azienda ma è chiaro che la strutturazione dei requisiti è efficace se implementata totalmente: dal livello più alto, rappresentato dall’Organizational Information Requirements (OIR), fino alla definizione ultima nella gerarchia dei modelli informativi. In questo modo i dati nascono da una radice ben definita a livello generale e, attraverso un susseguirsi di relazioni tra i diversi livelli di “information requirements”, generano una organizzazione dei contenuti informativi continua. Uno dei vantaggi più evidenti della strutturazione dei requisiti informativi, implementata secondo la UNI-EN-19650:2019, è la riduzione dei rischi della gestione dei contenuti informativi evidente soprattutto durante il passaggio da una fase a quella successiva nei tradizionali processi edilizi, laddove capita spesso che la perdita di dati causa un’inefficienza in termini di gestione dei tempi, dei costi e sull’efficacia dei processi.   

 “La libertà si accompagna all’ordine”

Èmile-Auguste Chartier